Troina diventa zona rossa| In Sicilia cento casi in 24 ore

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Commenti

    Non posso NON notare, che nel momento di difficoltà l’Italia ha avuto gli Aiuti Veri da Russia, Cuba e Cina , nel frattempo quelli che si definiscono Amici : gli Usa si sono “PRESI” 500.000 mila tamponi e portati via con aereo militare, la Francia ci sfotteva con Corona Pizza , e l’Europa ci ha voltato le spalle.

    Italexit. Chiù scuro i mienzannuotti un pò fari!

    Piano piano le misure inizieranno a farsi sentire. Siamo all’inizio.
    Ma come si ripartirà? L’Italia può farcela da sola?

    credo si debbano potenziare le metodologie di sanificazione degli ospedali e di tutti i luoghi ad alta frequentazione umana con l’uso di tecnologie volte sia all’abbattimento che al mantenimento a livello basso della carica virale del respirato diffuso.
    l’USL Campana ha gia’ ordinato i robot a raggi UV-c per potenziare la sanificazione negli ospedali.
    Ascensori, bus, treni, WC pubblici, luoghi ad alta frequentazione umana devono essere costantemente sanificati e la sanificazione mantenuta anche con l’ausilio della tecnologia UV-c volta a mantenere, congiuntamente alle altre misure precauzionali, la carica virale del respirato diffuso, bassa.

    Quando tutto sarà finito, sarà tempo di bilanci. Continuo a contestare questa volontà ferrea di distribuire soldi in deficit, specie a chi non ha mai pagato un euro di tasse usufruendo a sbafo di ogni genere di agevolazione e servizi. Dentro questo mondo ci sono lavoratori a giornata ma anche non poche imprese completamente in nero guidate da gente che ha fatto la bella vita. Mi trovo d’accordo con l’idea portata avanti dal governo nazionale di bonus alimentari a chi ne avesse veramente bisogno, non soldi ma prodotti. Queste persone vanno aiutate e subito dopo censite: come mai non hanno il reddito di cittadinanza? Hanno patrimonio? Gli aiuti, per equità e giustizia sociale, vanno abbinati con l’autodenuncia e l’emersione del nero. Altrimenti siamo davvero la repubblica delle banane e lo Stato non conta niente.

    Scusate ma sto picco si sposta sempre?
    La verità è che lo sapremo quando la curva inizierà a scendere allo quello dietro era il picco.
    Fare una previsione è molto difficile .

    Ma basta con questi picchi. Ogni giorno cambiano quando avverranno ed i politici , che non ne capiscono nulla, fanno sempre questi annunci. Troppi tromboni ci sono in giro

    il picco non sarà omogeneo da tutte le parti come il rientro dall’emergenza del coronavirus non sarà uguale per tutta Italia, di certo avremo delle Aperture e piu’ libertà di movimento a Macchia di Leopardo ma non al 100%

    Sono contento che il governo si prenda cura degli italiani….. Ma esistono anche persone che purtroppo per la carenza di lavoro qui a Palermo sono costretti a lavorare in nero senza garanzia di nessun tipo e per queste nessuno prende provvedimenti…. anche noi siamo italiani….anche noi meritiamo di sopravvivere

    Sarebbe utile che il presidente della Regione proponga a tutti i dipendenti e pensionati regionali la possibilità di dare un contributo di solidarietà nel mese di aprile da 20€ a 50€ in base alla retribuzione .

    Prima era a fine marzo, poi ai primi di aprile, ora a metà aprile.
    Il picco lo spostate sempre.
    Serieta’, questa sconosciuta!

    Sarebbe anche il caso di chiudere il piu’ possibile tutti gli uff per un mese e dare un taglio a tutti gli stipendi della PA abbiano importi netti in busta oltre 2 mila euro, ma in italia siamo iper garantisti non siamo in grecia…

    Cari sindaci della Sicilia non so se avete capito che i fondi nazionali e regionali sono sulla carta e quindi sono virtuali ,intanto lo stato compra tramite CONSIP e quindi sappiamo come funziona,perché non riesco a capire una associazione di volontariato riesce a comprare i ventilatori ed altro materiale per donarlo in beneficienza e lo stato ancora in Sicilia deve fare arrivare ancora tutto il materiale richiesto,caro Presidente Musumeci devi cercare di capire che la regione Sicilia in un momento di crisi deve fare una stazione appaltante regionale ,per cercare di fare arrivare in tempo il materiale necessario per gli ospedali siciliani come sta facendo la regione Sardegna è il trentino,perché ancora non hai capito che fra qualche giorno i sindaci non c’è la faranno più a reggere la situazione di emergenza ,non ti devi dimenticare che ci sono operatori con partitaiva che non lavorano più e questi professionisti fino a qualche giorno fa aveva una bella dichiarazione dei redditi,poi ci sono i commercianti che devono pagare l’affitto la luce ,per non parlare di chi nel 2019 aveva fatto degli investimenti e quindi aveva fatto degli assegni post datati e che ora non può più pagare,devi fare bloccare i procedimenti di esecuzione e poi devi scrivere alle compagnie energetiche di non fare staccare la luce ai commercianti titolari di esercizio e a tutte le famiglie siciliane.perche in questo momento tu e Razza siete stati fortunati che ancora il picco non è arrivato e speriamo che non arriva ,ma devi farti un esame di coscienza che la macchina organizzativa sinora da voi adottata è SCARSA,ti devi circondare di persone OPERATIVE e SPECIALIZZATE.Se vuoi salvare la Sicilia svegliati perché hai ancora qualche tempo prima che arriva il coronavirus,autorizza i sindaci a sbloccare i fondi regionali ed europei ad utilizzarli per questa emergenza,alleggerisci la burocrazia regionale.

    I veri amici si vedono nel momento del bisogno, Cuba Cina e Russia ed ora anche l’Albania stanno concretamente aiutando noi italiani inviano medici, infermieri, tonnellate di rifornimenti sanitari ed anche mezzi speciali come ha fatto la Russia. Invece quelli che credevamo amici come l’Unione europea e gli USA, nonchè i paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) ai quali purtroppo guarda con affetto Matteo Salvini non sono stati capaci di andare oltre vuote parole di circostanza o di finta solidarietà o neppure quelle. Non so voi ma io non me ne dimenticherò….

    D’accordissimo ma a patto che lo facciano pure (non a cifra fissa come hai scritto ma in proporzione ai loro emolumenti) non solo i deputati regionali ma anche tutti i dipendenti ARS che guadagnano molto più di noi degli assessorati.

    Una riflessione, al di là della drammaticità del momento…ma il Presidente Musumeci è un dottore, un virologo o uno statista?
    Ogni giorno sposta il picco dell’epidemia sempre più in là…a mio umile parere da cittadino che sta rispettando ogni decisione, è possibile che il Presidente Musumeci, possa dare dati in base a veri studi…di statistica,dati meno emotivi.
    Grazie…perchè l’impressione pare che si fa di tutto per spettacolarizzare il triste evento, chissà per quali motivi.
    Un siciliano chiuso un casa smda 15 giorni.

    Ma perché dovrebbe proporlo il Presidente ? Facciamolo noi.

    si piano piano.IN ITALIA SIAMO TUTTI ALLENATORI,E ORA TUTTI ESPERTI E MEDICI,E EPIDEMOLOGICI.C’E’ NE USCIREMO AD ottobre se nonche a dicembr .io sono ottimista ma per ottobre.basta che cantano.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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