In altre parti del mondo un sito UNESCO potrebbe essere fruito ( rispettando tutti i criteri di sicurezza ) per l’unicità dell’evento. A Catania no … bisogna negare.

In altre parti del mondo un sito UNESCO potrebbe essere fruito ( rispettando tutti i criteri di sicurezza ) per l’unicità dell’evento. A Catania no … bisogna negare.
Bravo FERRANDELLI contonua a osannare lagalla che cosi ti darà un altro posto in giunta .
Non volete ancora capire che il Policlinico di Palermo dovete chiuderlo . Non funziona nulla.
Meno eroi, più orologi a cucù.
Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica
Scusate ma noi di cruillas palermo che abbiamo l’ospedale,cervello attaccato alle case che dobbiamo dire.
In questo momento do gravissima emergenza facciamo emergere localismi arcaici e stupidi.
Cè gente, medici infermieri ausiliari e tanti altri, che lavorano da settimane e non vedono i propri cari.
Chiedere i giusti dpi è sacrosanto.
Ma rifiutarsi è da criminali.
Rimboccarsi le maniche e lavorare sodo è un dovere. E lo dico ai tanti, troppi imboscati che si inventano di tutto pur di non dare un contributo alla cosa comune. Si vergognino. Indegni.
La Faraoni….degna direttore generale …di questo governicchio abituato a logiche fascistoidi
Allora bisogna contemperate le esigenze. Che bisogna prepararsi alle emergenze é un dovere ed una reale esigenza. Allo stesso modo bisogna equipaggiare gli operatori sanitari di tutti i DPI necessari nonché i percorsi idonei a prevenire qualsiasi contagio. Se questo non avverrà saranno loro stessi veicolo di trasmissione del virus. Fatto questo, chi si rifiutasse di lavorare va licenziato in tronco. La DG non usi maniere forti, in questo momento non giovano, ma dialogo e comprensione e chi é preposto all’ approvigionamento dei DPI si dia una mossa.
A questi signori che invece di lavorare si sono astenuti per protestare, direi di prendere esempio dai loro colleghi lombardi. Altrimenti si dimettano e lascino ad altri un lavoro che intrinsecamente ha dei rischi. Giusto è chiedere i dispositivi di sicurezza, ma è inconcepibile astenersi e stare sul piazzale anziché sul posto di lavoro. Fa bene la Faraone ad usare il pugno duro, io sono con lei come, penso, tutti i palermitani che hanno senso civico.
E i colleghi lombardi, veneti, piemontesi che dovrebbero dire. I DPI sono una vergognosa scusa per non lavorare. Io in quell ospedale non mi farei mettere nemmeno un cerotto…
E’ evidente che Munafò non conosce la preziosità del silenzio. Sciorina parole in libertà che denotano una sola cosa: totale mancanza di senso civico. Mi associo a Mentana: chi non lavora e, aggiungo, chi accampa scuse per non lavorare, è Schettino.
Mandateli a casa. Non sono medici per vocazione. rifiutarsi è da criminali.
Chi legge della vicenda , ovviamente senza vivere la situazione , indubbiamente ha la sensazione , magari non esatta, che si creino ostacoli di qualsiasi tipo all apertura della nuova struttura dedicata ai malati da corona virus perché la lotta al corona virus sarebbe meglio andarla a fare da un altra parte , ripeto questa è la sensazione che un lettore comune può avere leggendo tale vicenda , sarà una sensazione non corretta ma gli attori di questa storia di sicuro non fanno una figura edificante in un momento storico di grande difficoltà ed emergenza per la nazione , e se un un giorno , spero mai , dovesse esserci un focolaio di infezione a Partinico e la struttura non fosse operativa ?
I lavoratori tutti devono dico tutti devono! lavorare in condizioni di sicurezza totale perché solo questo ci può salvare dallo sfacelo, gli imboscati rimarranno sempre imboscati, i raccomandati rimarranno sempre raccomandati, alla fine chi si fa il c.. è quello a contatto con il paziente ed è quello che dev’essere garantito, pertanto ai patrioti dell’ultima ora dico che un ambiente sanitario insicuro provoca il doppio del danno ed i vertici sanitari lo dovrebbero sapere. Prendiamo esempio dalla Corea del sud che da quelli noi siamo lontani anni luci, ancora si parla (bla bla) di organizzare ospedali quando i cinesi li hanno montati in sei giorni. Se quei lavoratori protestano una ragione c’è e non è certamente il pugno di ferro a risolvere il problema ma la preparazione di uno stato moderno (che non vedo) a questo tipo di evento.
I Dirigenti servono a questo: ad identificare coloro che dicono la verita’ proponendo soluzioni alternative! Non posso pensare che siano impegnati ad ascoltare le ragioni ed alla verifica, effettiva, di quanto si contesta da parte degli addetti ai lavori!!!
Buongiorno, ma siamo sicuri che sono stati forniti loro tutti i dispositivi di protezione individuale con le relative spiegazioni?
Per favore non ergiamocci a giudici!
Ringraziamoli per tutto quello che fanno e non dimentichiamo che anche loro sono uomini ed hanno una famiglia che li aspetta a casa.
GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE RIUSCITE A FARE .
Buongiorno, io direi che prima di sputare sentenze bisogna conoscere i fatti.
Se un sanitario dovesse contrarre l’infezione sarebbe un diffusore di malattia, altro che baluardo a difesa della salute dei pazienti e poi bisogna considerare che anche a loro deve essere concesso di aver paura.
Non è il momento di atteggiamenti tipici della dssa Faraone
E allora rimani a casa!
Non può non essere notata una differenza: In questo momento tragico per l’Italia Bertolaso assume l’incarico in Regione Lombardia dietro compenso di 1 €. In Sicilia un pensionato nominato 25 mila € per tre mesi.
i suoi colleghi della Lombardia, nonostante il rischio insito nella attività che un sanitario svolge, sono stati in prima linea e non hanno avuto nemmeno lontanamente il pensiero di astenersi dal lavoro. si vergogni.
Beh Partinico, se non ricordo male, è quell’ospedale dove furono somministrati farmaci scaduti, e, a quel che risulta, nessuno ha perso il posto, data la gravità del fatto; anzi sembra proprio che tutti siano rimasti al loro posto senza nemmeno essere trasferiti. A nessuno viene chiesto di lavorare senza dispositivi di protezione, tuttavia è riprovevole vedere in televisione personale sanitario che invece di essere al lavoro se ne sta a ‘protestare’ sul piazzale, mentre i loro colleghi lombardi esibiscono le stigmate da lavoro. C’è solo da vergognarsi e tacere, invece di farsi intervistare per dire che a casa i familiari potrebbero averne conseguenze. I familiari li hanno anche i colleghi lombardi, li hanno i postini, i trasportatori, i bancari, tutti appartenenti a categorie fortemente interessate dal contagio. Ribadisco: vergogna.
L’assessore dovrebbe prendere atto delle dichiarazioni rilasciate da questo “direttore” e agire di conseguenza!….sarebbe altrettanto giusto verificare le azioni di tutti quei Direttori Generali che ancora non rilasciano ai propri dipendenti amministrativi l’autorizzazione a lavorare da casa!!!