PALERMO – “Nel triennio considerato (2023-2025), la Corte ha rilevato in modo ricorrente perdite di esercizio significative, con particolare gravità in alcune Regioni del Mezzogiorno – in primis Calabria, Molise, Puglia e Sicilia – dove le perdite si accompagnano a una cronica insufficienza di copertura finanziaria e a un ricorso sistematico ad anticipazioni di tesoreria. In tali contesti, le perdite sono aggravate dall’aumento dei costi di beni sanitari e servizi esternalizzati. Anche dove i bilanci si chiudono in pareggio, le Sezioni evidenziano come il risultato positivo sia spesso frutto di interventi compensativi regionali, e non di un effettivo riequilibrio gestionale. Una quota rilevante delle pronunce sottolinea la necessità di un rafforzamento dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale, evidenziando ritardi nell’aggiornamento degli inventari, incongruenze nella gestione dei fondi rischi ed anche nella valutazione dei crediti e dei debiti”. Lo afferma la Corte dei conti nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi sanitari regionali.
“La Regione siciliana ha dato virtuosamente attuazione alle disposizioni sul perimetro sanitario, seguita, solamente nell’ultimo periodo dalla Regione Sardegna”, afferma la Corte dei conti nella relazione al Parlamento.

