Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Musumeci: sì all’obbligo…………………..(ed anche se non l’ha detto ma lo avrà sicuramente pensato) soprattutto pesanti multe per i trasgressori (non certo i 100 euro al mese della povera Grecia) che serviranno per fare cassa al fine di risanare i conti di Regione e soprattutto quelli dissestati del Comune di Palermo. Chi pagherà la multa a Palermo in uno alla ricevuta del pagamento riceverà anche una lettera di ringraziamento su carta pergamena da parte del sindaco da potere incorniciare ed appendere in salotto……
La mascherina dovrebbe mettersela nel cervello. Io non me ne metto all’aperto e che mi facciano pure la multa
Già
Provvedimento inutile, infondato scientificamente, criticato da tutti, impopolare ai massimi livelli.
Non avrà alcun effetto benefico perchè:
1) il 99,99 per cento (percentuale testuale) dei contagi avviene al chiuso, non all’aperto (fonte studio ufficiale irlandese e altri studi).
2) i migranti sono solo lo 0,4% di tutti i casi di covid in Italia (fonte viminale).
3) dal botswana e altre nazioni indicate nell’ordinanza non arriva in sicilia nessuno o quasi.
quindi tale ordinanza non avrà effetti concreti nella riduzione dei contagi e esaspererà gli animi
Se se