Covid, studentesse aggredite sul bus: "Troppo vicine"

Covid, studentesse aggredite sul bus: “Troppo vicine”

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    Il Covid come malattia virale è ormai ai titoli di coda ma quello che invece sta tuttora lasciando in molti sono gli strascichi di natura psichiatrica. L’ossessione per la distanza di sicurezza è ad esempio uno di questi, infatti posso personalmente testimoniare di essere stato verbalmente aggredito da una signora che attendendo il turno per prelevare al bancomat pretendeva che io e tutti gli altri in attesa fossero distaziati da lei di almeno dieci metri contrariamente alla distanza di un metro prevista dall’OMS. Lo scorso anno sempre un altra signora mentre stavo tranquillamente affacciato al balcone di casa mia al “quinto piano” mi ha gridato come una forsennata dalla via sottostante dicendo, pensate un pò, che non portavo la mascherina (!!!!). Penserete forse che tutte queste persone nevrotiche le vada incontrando io ma credetemi ce ne sono tantissime in giro e si tratta di persone che avevano problemi di natura psichiatrica anche da prima del Covid e che poi sono inevitabilmente venuti fuori durante il lockdown.

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Il governo italiano giudica gli stati europei sulle condizioni inumani nelle loro carceri e sullo stato detentivo ( vedi caso Salis), ma l'Italia se ne frega di come vengono trattati i detenuti nelle nostre carceri. Vengono trattati come bestie e vengono negati tutti i diritti umani, citati nella nostra Costituzione ( di cui andiamo troppo fieri indegnamente) : negata l'affettività in tutte le sue sfaccettature, negato il diritto di rieducazione sociale perché mancano attività di recupero nei penitenziari, negati i contatti familiari, negate tutte le forme igieniche e sanitarie ai detenuti che vengono trattati come bestie ( per la mancanza d'acqua, vengono lavati con gli idranti. VERGOGNA!!! Ma i nostri cari politici e soprattutto il Ministro della giustizia Nordio, dove sono? Invece di preoccuparsi come tenersi stretti le poltrone, perché non visitano i nostri detenuti, e se a qualcuno di loro dovesse capitare di trovarsi come detenuto nelle nostre carceri ( il che è poco probabile per l'immunità parlamentare di cui godono), facciano un mea culpa senza scrivere libri sulla loro esperienza, perché è sempre più soft di quella di un detenuto sconosciuto. Altro che scrivere libri! Ci si può fare una Saga con tutte le esperienze vissute da ciascun detenuto!!!

Che arrivino 150milioni di euro per essere investiti per la frana a Niscemi, sono d'accordissimo e credo che sia anche giusto aiutare quella città. Ma la domanda che pongo è: Di controllare, monitorare in modo costante di come vengono spesi e se spesi nel migliore dei modi per la risoluzione del caso.

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