Sospesi cinque casellanti del Cas, facevano la cresta sui pedaggi

Cresta su pedaggio autostrade, sospesi casellanti indagati

Consorzio autostrade siciliane
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Il danno per Consorzio Autostrade sarebbe di milioni
LE INDAGINI
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1 min di lettura

PALERMO – Sono stati sospesi i cinque casellanti del Consorzio Autostradale Siciliano accusati di aver fatto la cresta sui pedaggi pagati in contanti dagli automobilisti. L’indagine, coordinata dalla Procura di Termini Imerese, va avanti da oltre un anno e, come spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, “sarebbe iniziata per un disallineamento sui soldi che avrebbe dovuto incassare il consorzio”.

“Sono scattati i controlli – spiega – e questa volta è stata la politica ad arrivare prima e presentare l’esposto in procura”.

I caselli controllati

L’indagine ha riguardato la barriera di Buonfornello e i caselli di Cefalù e Castelbuono. “L’indagine è più ampia – aggiunge Aricò – riguarda anche i caselli in provincia di Messina e Catania. Sono stati fatti controlli sul numero di transiti ai caselli autostradali, dei pedaggi e degli incassi, e gli esiti degli accertamenti sono sfociati in un esposto all’autorità giudiziaria, che sta dando adesso i primi risultati”.

L’ammanco milionario

L’ammanco sarebbe di qualche milione di euro. I casellanti sarebbero riusciti a far apparire più breve il percorso dell’automobilista in modo da potere intascare parte del pedaggio che gli automobilisti pagavano per intero.


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