Crisi, boom di gratuiti patrocini | Un imputato su 3 si difende gratis

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Commenti

    …ecco perché ci si appella e poi si ricorre in cassazione, tanto i legali li paghiamo tutti NOI!!!!!!
    Sarebbe opportuno fare una statistica quanti siano gli abbienti che si appellano e poi ricorrano in Cassazione e quanti i meno abbienti (che godono del gratuito patrocinio) che invece percorrono i tre gradi di giudizio.Il risultato potrà darci in dilazioni su un eventuale modifica di tale beneficio, magari introducendo una parcella fissa.

    Non è sbagliato di per se il patrocinio gratuito è che non esistono controlli, tant’è vero che negli anni in Italia innumerevoli evasori fiscali con patrimoni anche miliardari sono riusciti ad ottenerlo. D’altronde se manca un controllo chi è che va a dire che l’avvocato può permettersi di pagarlo….

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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