PALERMO – “La vicenda che coinvolge l’assessore Sgarlata di per sé mi appare sovradimensionata rispetto alla sua reale portata. Mentre tutti si affanno a discutere di un eventuale abuso edilizio, che in ogni caso spetterà alle autorità competenti e solo a loro individuare, ammesso che ci sia, fino a quando si manterrà l’asse della questione sul merito di questo, cosa nella quale non mi interessa entrare, tanto mi appare pretestuoso il tutto, si continuerà a trascurare il dato di fondo essenziale che emerge per l’ennesima volta anche in questa occasione: ma che razza di Presidente è uno che denuncia il proprio assessore e afferma io al suo posto mi sarei dimesso?”. Lo dice il coordinatore regionale dell’NCD, Francesco Cascio, intervenendo a proposito delle polemiche che coinvolgono il governo Crocetta e, in ultimo, l’assessore Sgarlata.
“Se – continua Cascio – per Crocetta la Sgarlata ha sbagliato, allora lui doveva ritirarle la delega; diversamente, doveva difenderla, ma denunciarla è da indegni. Dovrebbe dimettersi lui per indegnità. Ciò per dire che, quando uno è adeguato a governare, la sua gestione politica passa per strumenti politici e non per l’ennesimo teatrino che altro non fa che dimostrare che la Sicilia è in mano ad un cabarettista”.
Cascio conclude: “Crocetta e i suoi assessori. Potrebbe essere questo il titolo di una commedia demenziale. E se così fosse, probabilmente, la ridicola condotta politico-gestionale-esecutiva del governatore e le pagliacciate che ne derivano su tutti i fronti strapperebbero, forse, qualche risata, ma disgraziatamente per la Sicilia, questa infinita saga tragi-comica di basso livello, che prende spunto da vicende, di volta in volta, riguardanti, a ruota, assessore dopo assessore, svela, soprattutto nel caso di specie, lo spessore zero dell’idoneità del governatore a reggere tale ruolo. Purtroppo per tutti noi è realtà e non finzione scenica e viene solo da piangere”.
“Ho chiesto la convocazione della commissione Lavoro all’Ars per ascoltare l’assessore ai Beni Culturali e i dirigenti coinvolti, e per acquisire formalmente tutta la documentazione: se davvero l’autorizzazione per la piscina dell’assessore Sgarlata è stata rilasciata dalla Sovrintendenza in 20 giorni, allora siamo di fronte ad un ‘record’ che evidentemente si collega al fatto che il richiedente è un assessore regionale”. Lo dice Filippo Panarello, deputato regionale Pd e componente della commissione Cultura all’Ars.
“Credo che l’assessore Sgarlata non possa restare al suo posto, anche perchè l’assessorato Territorio e Ambiente, chiamato ogni giorno a rilasciare autorizzazioni in diversi settori e ambiti, ha bisogno di una guida autorevole e credibile”.
“Su questa vicenda – aggiunge – la magistratura farà il suo lavoro, ma dal punto di vista politico siamo di fronte ad un episodio inquietante, con un presidente della Regione che prima invita l’assessore a dimettersi e successivamente, senza fornire spiegazioni, cambia idea”.
“Penso che il gruppo PD – conclude Panarello – debba chiedere che il presidente della Regione si presenti in aula per relazionare su questa grave vicenda e chiarire al Parlamento ed ai siciliani quali siano i parametri etici e comportamentali ai quali si devono attenere i componenti della sua giunta “.

