Crocetta e l'intercettazione choc | I giornalisti rinviati a giudizio

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Piero Messina e Maurizio Zoppi, cronisti dell'Espresso, saranno processati. Aggiornamenti.

PALERMO – Rinviati a giudizio i collaboratori de ‘L’Espresso’, Piero Messina e Maurizio Zoppi. Sono gli autori dell’articolo sull’intercettazione fantasma tra il governatore siciliano Rosario Crocetta e il suo medico, Matteo Tutino. Nella presunta conversazione, sempre smentita dalla Procura, i due avrebbero parlato dell’allora assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino. Tutino, accusato di falso, truffa e peculato, avrebbe detto a Crocetta: “Lucia Borsellino va fatta fuori, come il padre”. Il processo in Tribuna inizierà il prossimo 7 dicembre.

La frase dello scandalo non esiste, ha sempre sostenuto con forza la Procura della Repubblica. Tutino non la pronunciò e Crocetta, di conseguenza, non rimase colpevolmente in silenzio.

Il braccio di ferro fra accusa e difesa si era rinnovato davanti al giudice per l’udienza preliminare Giangaspare Camerini che ora ha dato ragione ai pubblici ministeri, respingendo la richiesta degli avvocati Federico Grosso, Nino Caleca e Fabio Bognanni di riascoltare in aula tutte le intercettazioni fra l’ex primario della Chirurgia plastica dell’ospedale Villa Sofia e il governatore siciliano. In precedenza, un altro giudice – la fase era ancora quella delle indagini preliminari – aveva disposto la perizia parziale, limitando il riascolto e la trascrizione ad una sola parte delle intercettazioni perché era ancora aperta l’indagine per truffa e peculato nei confronti di Tutino. Adesso, visto che nel frattempo quell’indagine è stata chiusa, venendo meno il segreto istruttorio, secondo le difese, bisognava estendere le ricerche. Una richiesta che, al momento, non è passata, ma certamente sarà rinnovata in dibattimento.

Il procuratore Francesco Lo Voi e il sostituto Claudio Camilleri si erano opposti. È inutile cercarla la frase, perché non esiste in alcun fascicolo aperto dalla Procura palermitana: “Occorre nondimeno evidenziare che gli esiti dell’incidente probatorio già svolto hanno esaurito ogni accertamento possibile” sulle intercettazioni fra Crocetta e Tutino, escludendo la sussistenza di una conversazione quale quella descritta” dai cronisti.

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