Crocetta e la riforma dell'acqua | "Ora verifiche su tutti i contratti" - Live Sicilia

Crocetta e la riforma dell’acqua | “Ora verifiche su tutti i contratti”

Il governatore: "Una commissione tecnica verificherà tutti i contratti in essere, incluso quello di Sicilia Acque, per controllare se le clausole siano state rispettate o se ci siano stati eventuali comportamenti vessatori nei confronti della pubblica amministrazione". Stoccata a Faraone: "Da lui neanche una telefonata all'assessore Contrafatto". Poi l'annuncio: 80 milioni dalla lotta all'evasione fiscale

il presidente della regione
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PALERMO – “Quando si vuole si può”. E’ un Crocetta soddisfatto e apparentemente rigenerato dagli equilibri ritrovati in Aula tra governo e Assemblea, quello che si è presentato davanti ai microfoni, in compagnia della sua Giunta, per dare conto alla stampa della nuova riforma dell’acqua, in primis e dello stato di fatto dei lavori in corso presso i vari assessorati. “Sono passate delle leggi che erano parti fondamentali del mio programma – ricorda – in particolare quella sui Liberi consorzi, con cui abbiamo dato ai sindaci, soprattutto quelli dei piccoli comuni, di avere più rilievo all’interno degli enti consortili. Il nostro obiettivo non era quello di rifare le province, ma di smantellarle, restituendo ai consorzi una logica programmatoria che migliori i servizi senza penalizzare le piccole comunità. Quella sull’acqua pubblica appena approvata, invece, credo che sia la legge italiana più coerente in l’esito del referendum abrogativo dell’acqua privata”.

“Non siamo molto contenti del fatto che gli Ato siano diventati nove – ha aggiunto -. Per noi l’ideale era cinque, ci stiamo lavorando e non escludiamo che con la legge Sblocca Sicilia si possa tornare a quel numero”. Poi il governatore entra nel dettaglio del ddl sull’acqua: “Abbiamo stabilito una soglia minima vitale in cinquanta litri, per cui non verranno più apposti i sigilli ai contatori in caso di morosità. Siamo andati a consolidare un lavoro legislativo di grande livello per la protezione del sistema delle acque, che privilegia il sistema pubblico e, per superare le osservazioni che erano state fatte dall’Assemblea, specifica che la gestione a privati, scelta con evidenza pubblica, non può essere concessa per periodi non superiori a nove anni e se con condizioni più vantaggiose rispetto all’alternativa pubblica e le tariffe inizialmente stabilite nel contratto non potranno essere ritoccate successivamente”. Ancora Crocetta: “Viene istituita una commissione tecnica per la verifica degli Ato e saranno verificati anche tutti i contratti in essere, incluso quello di Sicilia Acque, per controllare se le clausole sono state rispettate o ci siano stati eventuali comportamenti vessatori nei confronti della pubblica amministrazione”. Da Crocetta è poi arrivata la stoccata al sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone: “Certo, avrebbe potuto fare una telefonata al l’assessore anziché fare un comunicato stampa. Ha voluto fare il maestro notificatore”. Crocetta ha poi annunciato che la lotta all’evasione fiscale condotta da Riscossione Sicilia porterà quest’anno 80 milioni in più alle casse della Regione. Parole pronunciate parlando della legge sulle tasse automobilistiche approvata ieri sera dall’Ars.

Sulla nuova riforma dell’acqua pubblica è intervenuta anche Vania Contrafatto, assessore all’Energia: “Sono stati giorni intensi – ha spiegato – ma siamo riusciti a fare chiarezza come mai prima d’ora in un settore molto delicato. Sono ben felice di poter essere stata protagonista di una riforma che aspettavamo da anni”.  Poi, sulla diffida del Consiglio dei ministri sulla gestione dei rifiuti: “Abbiamo preso atto di questo provvedimento – ancora Contrafatto – e anche noi vogliamo mettere chiarezza e dare soluzioni quanto più veloci possibili a questa annosa situazione. Io lo interpreterei più come uno stimolo a fare di più che come un richiamo”.

E proprio sul tema rifiuti e in merito alla diffida di Roma, Crocetta sceglie la linea morbida, evitando di rinfocolare una possibile polemica con il sottosegretario Faraone, che poche ore prima aveva reso nota la decisione del governo nazionale. “Il lavoro che si sta portando avanti in continuo confronto con il Parlamento – ha ripreso Crocetta –  sta dando i suoi frutti. È chiaro che stiamo lavorando da tempo sul piano dei rifiuti, ma abbiamo avuto la necessità di dare precedenza alla riforma dell’acqua. Abbiamo comunque fatto un gran lavoro su più fronti, poi se c’è qualcuno, poveretto, che non può fare a meno di lamentarsi… Trovo assurde le critiche che vengono dall’esterno. Abbiamo preso con l’Assemblea un nuovo passo, grazie a una maggioranza coesa, che si confronta prima di approvare le leggi, che considera anche gli emendamenti delle opposizioni. Poi ricordo ancora quel giovedì in cui ho ricevuto la solidarietà da tutta l’Aula dopo la vicenda de L’Espresso e l’amore con l’amore si paga”

 

 

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Commenti

    La Contrafatto è un giurista. Ha letto la legge? Le affermazioni che fa per una legge assurda ed inapplicabile (che non cambia nulla) sono allucinanti.

    Ma poi perchè nove Ato? Al solito, va!

    Ormai siamo all’apoteosi. Visi sorridenti di che? Allora sono risolte le contraddizioni del sopraambito /(EAS e Sicilia Acque), e degli impenati speciali (depuratori,potabilizzatori e dissalatori?….

    La Legge in pillole:

    Se un Comune vuole uscire dall’ATO, basta che si accolli il rischio del contenzioso milionario con il gestore (che ha già un contratto per 30 anni) e ok, certo che può farlo.

    Se un Comune vuole gestire da solo la distribuzione, ok certo che può farlo. Ma a patto che distribuisca gratuitamente a tutti (indipendentemente dal reddito, anche a chi è milionario) 50 litri al giorno e che trovi qualche milioncino all’anno (30%? 40% di tutto il bilancio?) per prelevare l’acqua, trattarla, distribuirla, depurarla.

    Se un Comune pensa che con il proprio personale sia impossibile gestire con un costo efficiente e senza rischi di reati ambientali un acquedotto, un potabilizzatore o un depuratore, ok può affidare la gestione ad un privato. Ma deve trovarne uno che sia disponibile a correre il rischio di realizzare investimenti che (tra autorizzazioni e costruzione) si attuano in 10 anni sapendo che a 9 anni finisce la gestione e che quindi avrà realizzato a proprie spese qualcosa per un altro. Sù, si può fare.

    Se, nonostante tutto, un privato è così pazzo da voler gestire la distribuzione in un Comune, ok può farlo. Ma sappia che se interrompe l’erogazione per più di 3 giorni al 2% della popolazione deve pagare 300.000 € di multa al giorno. Fa nulla che probabilmente in un Comune di 1000 abitanti, l’intero fatturato di un anno sia inferiore a 300.000 € e che il fatidico 2% che provoca (ovviamente) il fallimento corrisponda alla sospensione del servizio per ben – udite, udite – la bellezza di 20 persone (un piccolo condominio?).

    Se però ad interrompere l’erogazione per più di 3 giorni al 2% della popolazione è un Comune o un Ente Pubblico, allora si può. Nessun problema. L’acqua è pubblica, bene comune. I disservizi ed i costi del pubblico non contano.

    Se volete bere acqua imbottigliata come il 90% dei siciliani, ok potete farlo. Ma la bottiglia d’acqua non deve essere prodotta in Sicilia, perché qui l’acqua è pubblica e non si estrae, si importa semmai. Anzi, tutte le produzioni che ci sono chiudano, tanto il personale ha 50 litri al giorno di acqua gratis.

    Ciliegina sulla torta: da domani la Regione e gli ATO potranno verificare se ci sono inadempimenti nei contratti di gestione privati tali da provocarne la risoluzione. Un’articolo che la legislazione nazionale dovrebbe inserire nel codice civile, tanto è innovativo.

    Ebbene sì, con la Legge sull’Acqua Pubblica M5S/SEL/PD/UDC saranno adesso possibili dette strabilianti magnificenze.
    L’anno prossimo però – prima di andare a votare e premiarli – così, per scrupolo, apriamo il rubinetto, controlliamo le bollette e verifichiamo che esca acqua pubblica, continua e gratuita. Il risultato sarà tutto loro.

    Ma dici davvero?

    9 ATO idrici? Ma perche? Ci sono 9 bacini idrici in Sicilia O vogliono rinforzate le ex province dopo averle abolite solo per finta?

    Lo scandalo sarebbe se i dipendenti di partecipate fallite, diventano dipendenti pubblici senza fare nessun concorso pubblico..!!!! Sarebbe da denunciare, nel rispetto dei cittadini onesti che non conoscono nessuno e non sono amici di nessuno..!!! Viva la legalità, e lotta alla Mafia..!!!

    Hai ragione, la legge è di fatto inapplicabile e creerà nuovi mostri amministrativi che prepareranno, come già è accaduto in passato, studi molto poco rigorosi e molto ma molto costosi che non porteranno a nulla. Intanto i Comuni che già sono in dissesto, dovranno cambiare regolamenti e gestire questa follia dei 50 litri dove ognuno si sentirà in dovere di non pagare più nulla. Veramente allucinante che questi figuri cantino pure vittoria, finirà peggio della legge sulle province, tra qualche mese si interverrà. Non parlo poi di siciliacque che ha un contratto per almeno atri venti anni e si fa credere che possa andare via così, come se nulla fosse! Una sola parola, ALLUCINANTE.

    Non vorrei contraddirti, ma vedi che l’eas non gestisce nessun sovrambito, anzi è stato oggetto di una campagna denigratoria facendolo figurare come ente carrozzone, all’epoca del governo cuffaro, con l’obbiettivo di spogliarlo di tutti i suoi impianti che ora gestisce sicilacque. Andate a vedere quanto è aumentata la tariffa in questi dieci anni, e forse se siete intellettualmente onesti rivaluterete l’E.A.S.

    ma dai Mino, fa parte della giunta Crocetta!

    A parte che, mi pare di capire da una sommaria visitazione della legge, che è una boiata pazzesca, ammesso che sia buona c’è da dire:
    miii, che bravi, speriamo che la magistratura chiuda un occhio sulle vicende della sanità e sulle intercettazioni (quelle vere) …non si può fermare un governo così brillante!!

    SORPRESO ha assolutamente ragione. Se l’EAS non fosse stata fatta fallire, poteva benissimo essere il gestore unico d’Ambito, avendo la gestione delle dighe, dei bacini , delle grandi condotte di trasporto e delle reti di distribuzione. E’ un mistero che andrebbe investigato, perchè la Regione si è auto castrata.

    sorpreso

    l’EAS non gestisce più nulla, appunto: perchè esiste ancora? Quanto ci costa all’anno?

    La campagna denigratoria l’ha fatta l’EAS stessa, mi pare che il servizio idrico in Sicilia non brillasse per eccellenza, o no?

    Osso duro la legge che è passata prevede che tutti i lavoratori degli ATO soppressi passino al nuovo gestore.

    UN CITTADINO sì bravo resuscitiamo l’EAS che ci ha lasciato per decenni senz’acqua. Ti ricordo che con le dighe e le condotte quello è stato un periodo di appalti mafiosi e tangenti che tutti speriamo non ritorni più.

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