MESSINA – I carabinieri del Ris potrebbero dare a breve un’identità ai resti biologici ritrovati nell’area di Pistunina a Messina, dopo il crollo di una palazzina avvenuto il 30 luglio scorso.
Si dovrà accertare se appartengono a Santino Magazzù o Lhairu Warnakulasurya, mai recuperati sotto le macerie, oppure a qualcuna delle vittime già ritrovate.
Due dei quattro corpi recuperati presentavano segni di ustione. Anche alcuni dei resti ora sotto esame dei medici legali e dei carabinieri del Ris presentano segni di ustione e carbonizzazione.
La prossima settimana gli investigatori esamineranno anche i telefoni dei tre indagati: il titolare del gruppo che stava per aprire un supermercato al pian terreno, Alessandro Panarello; il titolare di una ditta di lavori, Pasquale D’Alì; e l’ingegnere che ha progettato il palazzo, Pietro Leone.
Quest’ultimo è parente di tre delle vittime ritrovate sotto le macerie, proprietarie dell’edificio: Carmelo e le sue sorelle Sara e Rosa Leone.
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Infine, ci sarà un sopralluogo del pool di consulenti nominati dalla Procura di Messina, chiamato a ricostruire le cause del cedimento che il 30 luglio ha provocato la tragedia.
I periti hanno già iniziato a esaminare la documentazione acquisita nell’ambito dell’indagine. Adesso il lavoro si sposta sul luogo della tragedia e sui materiali recuperati durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza.




