Dai Mazzei ai Santapaola, il pentito |che ha incastrato Cerbo e Vacante

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Luciano Cavallaro è un ex esponente dei Tuppi di Misterbianco.

CATANIA – E’ venuto fuori in sordina, ma le sue dichiarazioni stanno blindando processi che hanno portato a importanti sequestri di mafia. Dai Mazzei ai Santapaola, Luciano Cavallaro, ex esponente dei Tuppi di Misterbianco, sembra conoscere bene, anche se de relato, chi gestisce i soldi (sporchi) delle due cosche che compongono Cosa nostra a Catania. I verbali dell’ex affiliato del clan Nicotra sono finiti nel decreto di sequestro nei confronti di William Cerbo, lo “scarface” catanese che avrebbe controllato per conto dei Carcagnusi (questo il nome con cui sono conosciuti nella malavita i Mazzei) affari economici e imprenditoriali. Sempre Luciano Cavallaro inoltre avrebbe confermato alla magistratura fatti relativi alla riconducibilità di una struttura balneare a Roberto Vacante. Il boss santapaoliano, marito di Irene Santapaola, che da qualche mese si trova al 41 bis.

Ma andiamo per ordine. Per capire chi è Luciano Cavallaro bisogna fare una breve fotografia del gruppo criminale di cui era organico. Il nome dei Tuppi fa riferimento al capo Mario detto “u Tuppu” Nicotra, ucciso nel 1989 in pieno centro a Misterbianco nel corso della faida con i Malpassoti. Una guerra che provoca la fuga dei Nicotra negli anni ’90. Al loro ritorno – secondo le ipotesi investigative – riprendono le redini degli affari illeciti nella città misterbianchese. Il capo sarebbe – a dire della magistratura – Gaetano Nicotra, il fratello di Mario. Il clan sarebbe specializzato grazie ai contatti con i “calabresi” nel traffico di cocaina. E nel curriculum criminale di Luciano Cavallaro la droga di certo non manca. Le sue dichiarazioni, infatti, potrebbero portare a scoprire nuovi anfratti degli affari della mafia misterbianchese, dove gli equilibri sono stati storicamente molto precari. Un territorio che per anni è stato un vero e proprio campo di sterminio.

Luciano Cavallaro, abbiamo detto, ha saputo dare alla magistratura indicazioni anche su esponenti di altri gruppi mafiosi come ad esempio William Cerbo, presunto “uomo d’affari” de Carcagnusi. In realtà non sorprende che Cavallaro possa conoscere dettagli criminali di quella cosca, perché risulterebbe in linea con quanto ha raccontato un altro pentito, Giuseppe Scollo, ex santapaoliano di Lineri, secondo cui i “Tuppi fanno riferimento a Nuccio Mazzei”. Ecco che il puzzle si completa.

Torniamo a William Cerbo. Alcuni stralci dei verbali di Luciano Cavallaro sono finiti nel decreto di sequestro emesso dal Tribunale – sezione misure di prevenzione del patrimonio di oltre 40 milioni di euro al fanatico del film interpretato da Al Pacino. Il pentito misterbianchese racconta di aver frequentato i Mazzei in diverse occasione e di aver saputo da Jonathan Pasqualino (quindi de relato) che William Cerbo era “un’appartenente al clan dei Mazzei e che nell’ambito di quella organizzazione criminale si occupava di gestire i soldi della cosca e le discoteche del clan”. Secondo le ricostruzioni della magistratura William Cerbo sarebbe stato molto vicino a Nuccio Mazzei, tanto da gestire la discoteca “Boh”, in realtà pezzo del patrimonio imprenditoriale dei Carcagnusi.

Le sue dichiarazioni sono state acquisite anche nel processo, che si è aperto da alcune settimane, Bulldog che vede alla sbarra la famiglia di “sangue” dei Santapaola e la presunta rete di prestanome capeggiata da Roberto Vacante. Cavallaro ha fornito indicazioni utili che servono a confermare la tesi della magistratura in particolare riferimento al lido Satin Blu (finito sotto sequestro preventivo), che sarebbe controllato in realtà dal marito di Irene Santapaola. Ancora una volta l’ex esponente dei Tuppi riceve informazioni da un’altra persona che gli avrebbe parlato di Roberto Vacante come il vero proprietario dello stabilimento balneare.

 

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