PALERMO – Una lunga scia di sangue che non si arresta. Lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento continua a fare paura, soprattutto dopo il tragico bilancio dell’ultimo incidente. Gaspare Lo Giudice e Giuseppe Badalamenti, operatori di 48 e 66 anni dell’associazione Madonie Soccorso, hanno perso la vita nello scontro con un camion. Sull’automedica si trovava anche la paziente che da Villafrati stavano trasportando in ospedale per la dialisi, Giovanna Oddo, 95 anni: anche lei ha perso la vita nell’impatto.
Tre incidenti in una settimana
E’ successo all’altezza di contrada Coda di Volpe, un tratto della statale 121 tristemente noto per il ripetersi di incidenti. Basti pensare che nel giro di una settimana se ne sono verificati sei, tre dei quali nel giro di 24 ore, tra sabato e domenica.
Il tratto più bersagliato
Il tratto compreso tra Misilmeri e Bolognetta è tra i più bersagliati: nel 2024 furono tre amici a rimanere uccisi in un altro terribile scontro, in quel caso tra la loro macchina e un’autocisterna. Ruben Saccio, 25 anni, e Samuele Cusimano, 21 anni, stavano tornando a casa, a Villafrati. Viaggiavano insieme ad altri tre giovani su una Seat Leon, tra cui Domenico Vitale che morì pochi giorni dopo in ospedale per le gravi ferite riportate. Un incidente che segnò profondamente le comunità del comprensorio che ancora oggi chiedono interventi strutturali sulla strada ormai considerata ad altissimo rischio.
Incidenti sulla Palermo-Agrigento: sindaci in rivolta
Undici, i sindaci che dopo l’ultimo incidente mortale hanno scritto alla Regione e all’Anas per dire basta. Il documento è stato firmato dai sindaci di Bolognetta, Misilmeri, Baucina, Cefala, Ciminna, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Ventimiglia di Sicilia, Vicari e Villafrati e punta il dito contro il ritardo di interventi e di opere di manutenzione, a partire proprio dal viadotto Coda di Volpe “chiuso al transito nell’aprile del 2015 a causa di gravi cedimenti del sottosuolo che hanno interessato alcuni piloni della struttura – si legge -. Da allora, a distanza di undici anni, non è mai stato riaperto e nessuna soluzione definitiva è stata realizzata”.
Le vittime di un anno nero
In quella stessa zona, il 26 settembre scorso, quattro persone sono rimaste ferite in uno scontro frontale, mentre due giorni prima si è registrato l’ennesimo incidente mortale. Salvatore La Barbera, conosciuto da tutti come Vincenzo, ha perso la vita nel tratto compreso tra Villabate e Misilmeri, alle porte di Palermo. Aveva 51 anni. Terribile lo scontro tra la sua moto Honda e un’auto. Un anno nero, il 2025, sullo scorrimento veloce Palermo-Agrigento: in soli due mesi sei croci sull’asfalto.
Il 9 settembre ha perso la vita anche Roberto Coniglio, 42enne che viveva a Cammarata, in provincia di Agrigento. Stava percorrendo il tratto tra Misilmeri e Bolognetta quando la sua Mercedes è uscita di strada, ribaltandosi. Il 2 settembre, un’altra tragedia. In questo caso nel territorio di Lercara Friddi. Nello scontro frontale tra due auto sono morti Gaetano e Tommaso Catalano, padre e figlio di 68 e 39 anni.
A novembre altre due vittime in uno scontro avvenuto nella zona di Vicari: Francesco Celauro, 40 anni, e Francesco Cascino di 61 anni. Il primo si trovava su un mezzo pesante guidato da un collega rimasto ferito, il 61enne era invece al volante di una station wagon.
L’emergenza sulla Palermo-Agrigento
Una serie di tragici eventi che si sono alternati a incidenti meno gravi, ma altrettanto preoccupanti. L’allarme sicurezza è cresciuto, così come la paura di chi percorre quotidianamente la statale 121 e punta il dito contro l’alta velocità ed evidenzia la necessità di collocare autovelox e dissuasori.
Il 5 gennaio, a pochi giorni dall’inizio del 2026, una ragazza di 18 anni è rimasta ferita dopo il ribaltamento della sua auto, ancora una volta nella zona di Misilmeri. E’ successo a poca distanza da luogo in cui, lo scorso anno, si è verificato lo scontro tra due auto, con una delle due finita in un terrapieno dopo l’impatto. Il conducente e la passeggera sono rimasti intrappolati nell’abitacolo e sono stati poi liberati dai vigili del fuoco.
L’auto precipitata in una scarpata
Il 20 settembre un altro incidente con feriti: un’auto è uscita di strada ed è finita contro il guardrail, sfondandolo e precipitanto per almeno quindici metri in una scarpata, nel territorio di Bolognetta. “La sicurezza stradale non è un’opzione, ma un dovere istituzionale – hanno ribadito i sindaci che si rivolgono alla Regione – non è più tollerabile attendere cheun’altra tragedia trasformi ancora una volta una strada pubblica in un luogo di morte. Non si può più parlare di fatalità”.

