La scrivente società formula la presente per segnalare e chiarire alcuni accadimenti recentemente richiamati da diversi organi di stampa in merito alla gestione degli spazi pubblicitari all’interno dell’aerostazione Falcone e Borsellino ad opera della società concessionaria Gesap s.p.a.. La Damir s.r.l., a seguito dell’esperimento di una pubblica gara nell’aprile del 2005 (con bando e capitolato di appalto ovviamente predisposto dalla precedente governance della Gesap s.p.a. con la consulenza della società C.D.P. dell’Ing. Flammini), ha ottenuto l’aggiudicazione del servizio di subconcessione avente ad oggetto la gestione dei sopra citati spazi pubblicitari. Nel corso dei nove anni di durata del rapporto contrattuale la scrivente ha versato nelle casse della Gesap s.p.a., puntualmente ed anticipatamente, un importo pari a circa 11 milioni di euro garantendo, in tal modo, un cospicuo introito per il Pubblico Erario. Alla scadenza del rapporto contrattuale la scrivente ha dovuto registrare la volontà di Gesap di procedere all’espletamento di una nuova procedura selettiva rimasta, tuttavia, deserta a fronte della pretesa di ottenere la corresponsione di un canone minimo garantito (pari a euro 1.350.000,00) totalmente disallineato ai valori di mercato attuali (fortemente condizionati dall’andamento negativo della congiuntura economica) e persino superiore al fatturato registrato negli ultimi anni.
A fronte di tale circostanza la precedente gorvenance della Gesap, pur non avendo mai esercitato una simile attività (e, dunque, non possedendo il know how occorrente per svolgere una così specialistica attività di impresa), ha così deciso di procedere alla gestione diretta del sopra citato servizio. Ciò, non sarà superfluo ribadire, in assoluta controtendenza anche rispetto a quanto verificatosi negli altri scali aeroportuali nazionali, nei quali si registra la prassi ormai consolidata di affidarsi in ogni caso a soggetti terzi in ragione proprio delle particolari competenze tecniche e commerciali all’uopo occorrenti. Il tutto, è bene ricordare, nonostante l’attuale Amministrazione del Comune di Palermo (e per essa il nostro Sindaco personalmente, proprio per l’assegnazione di spazi all’interno dell’aerostazione), socio più autorevole della Gesap s.p.a., abbia da tempo scelto (in maniera certamente condivisibile) la via della procedura ad evidenza pubblica (e, quindi, della pubblica gara) per l’assegnazione degli spazi pubblicitari presenti all’interno della città di Palermo.
L’effetto pratico di tale determinazione (sempre riconducibile alla precedente gestione della Gesap s.p.a.) è palese avuto riguardo sia al degrado degli impianti pubblicitari presenti all’interno dell’aerostazione, sia ai pessimi risultati di natura commerciale ove si osservi che (ad eccezione di quelli <illegittimamente> ereditati dalla scrivente e di quelli sottoscritti con le compagnie aree che sono legati da particolari vincoli contrattuali con le società aeroportuali) non sono stati acquisiti sostanzialmente nuovi clienti (con quali conseguenze anche in termini di minori introiti per la Gesap e, dunque, per il pubblico erario, è facilmente intuibile). Ma, quel che più è peggio, la precedente governace della Gesap ha pure preteso l’applicazione di due vessatorie ed illegittime (in quanto non conformi alle previsioni vigenti in materia e lesive del principio di buona fede che caratterizza i rapporti commerciali) clausole contrattuali, secondo le quali la scrivente sarebbe obbligata a cedere, a titolo gratuito, la proprietà dei manufatti pubblicitari a suo tempo costruiti, nonché a cedere (anche qui a titolo gratuito e senza alcuna previsione di indennità di avviamento) tutti i contratti di esposizione pubblicitaria in corso di esecuzione. Circostanza, quest’ultima, mai verificatasi in fattispecie analoghe a quella in argomento.
Per ottenere la declaratoria di inefficacia delle suddette clausole la Damir ha, quindi, ritenuto di poter azionare un procedimento arbitrale salvo poi a verificare la pretesa della precedente governance della Gesap di applicare una clausola compromissoria (alla quale comunque ci si è dovuti rimettere solo e soltanto nella speranza di poter giungere ad un’amichevole e ragionevole composizione della lite) in base alla quale la nomina del Presidente del Collegio Arbitrale è stata demandata al Presidente della Camera di Commercio di Palermo, socio della Gesap s.p.a.. A fronte di tali univoche circostanze la Damir ha dovuto pure registrare la diffusione di notizie sulla stampa cittadina secondo cui la decisione di procedere all’affidamento del solo servizio di affissione e rimozione dei teli pubblicitari garantirebbe alla Gesap maggiori introiti rispetto a quanto incassato in passato. Ciò che semplicemente non risponde al vero, dal momento che l’aggiudicataria di tale servizio percepirà l’importo annuo di circa 100.000,00 euro mentre rimarrà a carico della Gesap l’onere di procedere alla vendita degli spazi pubblicitari e ad incassare i relativi importi (con tutta l’alea che ciò comporta). Il tutto, se paragonato alla possibilità (in precedenza sfruttata e che la precedente gorvenance della Gesap ha ritenuto di non considerare) di percepire canoni garantiti per diversi milioni di euro la dice lunga sulla effettiva convenienza (si ripete in ultima analisi per il pubblico erario) di dar corso a simili determinazioni.
Tutto quanto sopra la Damir rappresenta affinché possa essere correttamente rappresentato il delicato tema della modalità di gestione dei servizi presenti all’interno dell’aerostazione, recentemente assurti agli onori della cronaca per accadimenti non certo improntati alla trasparenza, efficienza ed imparzialità cui dovrebbe essere improntato l’agere amministrativo. All’uopo la scrivente ritiene opportuno venga verificato: a) quale sia il risultato economico (eventualmente) raggiunto dalla Gesap in seguito all’adozione delle scelte della precedente gestione e, in caso di risposta negativa, se ciò abbia o meno causato un danno per il pubblico erario; b) se non sia auspicabile un cambio di rotta alla luce della opportunità evidente (per non dire necessità) di tutelare anche le aziende private che hanno cercato di svolgere, con fatica e sacrifici, la loro attività e che hanno dovuto procedere (sempre in conseguenza delle determinazioni adottate dalla precedente governance della Gesap) a drastiche riduzioni di personale; c) se il nuovo corso registrato per la gestione della Gesap s.p.a. non voglia valutare l’adozione di opportune ed auspicabili decisioni volte a rimediare l’incresciosa situazione gestionale in cui oggi si trova la società di gestione dell’aeroporto palermitano.
DAMIR s.r.l.

