Defr, Dagnino: "La Sicilia rialza la testa". L'opposizione attacca

Defr, Dagnino all’Ars: “La Sicilia rialza la testa”. L’opposizione attacca

Alessandro Dagnino Ars
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
La relazione dell'assessore al Bilancio e le reazioni

PALERMO – “La Sicilia rialza la testa: abbiamo chiuso una stagione dominata dal disavanzo contabile. Ora dobbiamo chiudere il disavanzo di futuro“. L’assessore al Bilancio Alessandro Dagnino relaziona sul documento economico-finanziario della Regione (Defr) all’Ars. Elenca dati e obiettivi, risultati raggiunti e strategie. Poi l’approvazione, che “certifica il successo della politica economica del governo Schifani basata su rigore e sviluppo”, aggiunge l’assessore. L’opposizione attacca: “Si parla dell’Isola che non c’è”.

Defr, Dagnino: “Abbiamo compensato il rallentamento della crescita”

L’assessore parte dalla relazione del governatore Schifani. “La scorsa settimana il Presidente della Regione ha dato conto dei risultati conseguiti – esordisce Dagnino – e ha indicato una meta ambiziosa: fare della Sicilia il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire, innovare e produrre”.

Una sfida “complessa a causa del contesto internazionale”, ma “grazie all’avanzo siamo stati in grado di intervenire per compensare il rallentamento della crescita“, aggiunge Dagnino, che elenca i dati “essenziali”: “Nel 2024 il Pil siciliano è cresciuto dell’1,8%, il risultato regionale più elevato rispetto al Centro-Nord con lo 0,7%. Nel periodo 2021-2024 la crescita cumulata è stata del 18,3 per cento, contro il 15,5 nazionale”.

Poi le stime, per il 2025 Dagnino parla di “una crescita dello 0,6%, per il 2026 e il 2027 lo scenario tendenziale è dello 0,5 per cento, mentre gli investimenti già programmati possono portare lo scenario con politiche pubbliche fino all’1,7 per cento“.

“Questi dati autorizzano fiducia – sottolinea l’assessore -. Una parte della crescita è stata alimentata dal recupero post-pandemico, dal PNRR, dalle costruzioni e dagli investimenti. La vera prova comincia adesso, quando il vento straordinario si indebolisce e conta di più il timone della politica economica”.

Gli obiettivi

Dagnino spiega che il governo ha scelto “un modello di sviluppo”, che punta sui “conti in ordine che non sono il punto d’arrivo, ma la condizione per colmare il divario”, ma anche su “orientare la spesa pubblica allo sviluppo”, “concentrarsi sui giovani, talenti, imprese e nuovi residenti e, infine, “trasformare un costo geografico in un vantaggio economico e strategico”. “Rigore senza sviluppo è austerità – ha detto ancora -. Sviluppo senza rigore è debito. La nostra strada è il rigore che genera sviluppo: L’avanzo non è un tesoretto da distribuire: è una leva da far rendere“.

“Super ZES, la fiscalità per lo sviluppo, il sostegno al credito, la capacità di accompagnare gli investimenti e il collegamento fra incentivi e nuova occupazione. Dopo ottant’anni sono state approvate le norme di attuazione dello Statuto che consentono alla Regione, nei limiti statali ed europei, di ridurre aliquote, introdurre esenzioni, detrazioni e deduzioni per lo sviluppo economico e la coesione”.

Schifani: “Il modello Sicilia sta producendo risultati”

“I dati – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – confermano il percorso di crescita dell’economia siciliana e indicano prospettive positive anche per i prossimi anni. L’elemento più significativo è rappresentato dalla forte spinta degli investimenti pubblici, che consentirà alla Sicilia di crescere a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo dell’intero Paese”.

“È la dimostrazione che il modello Sicilia – insiste il governatore – fondato sul risanamento dei conti, sulla stabilità finanziaria, sulla capacità di programmare e spendere le risorse e su una visione strategica di lungo periodo, sta producendo risultati concreti. Continueremo su questa strada per rendere la crescita strutturale, rafforzare la competitività delle nostre imprese, creare nuova occupazione e migliorare la qualità della vita dei cittadini siciliani”.

De Luca (ScN) attacca: “Non avete titolo per raccontarci una Sicilia che non esiste”

“Oggi, dopo quattro anni, non avete titolo per raccontarci una Sicilia che non esiste. Se vi mettete a girare il territorio, probabilmente vi prenderà a calci nel sedere”. Il leader di Sud chiama Nord esplode all’Ars, dopo la relazione dell’assessore al Bilancio.

“Assessore Dagnino – esordisce Cateno De Luca – non me ne voglia se faccio una battuta infelice. Non vorrei definirla ragioniere. E non vorrei neanche definirla ragioniere Fantozzi”.

“A pagina 14 del DEFR – afferma De Luca – scrivete testualmente che ‘la Regione ha destinato 210 milioni di euro di risorse proprie per incrementare il credito d’imposta nazionale effettivamente godibile da parte delle imprese che investono nell’Isola’. Siamo andati anche a controllare il relativo capitolo di bilancio: sono 200 mila euro”.

L’esponente di Sud Chiama Nord contesta il quadro economico delineato dal Governo: “Basta leggere le cinque pagine introduttive del documento, firmate dal Presidente della Regione. Non c’è alcuna contestualizzazione della Sicilia rispetto alle altre regioni europee che usufruiscono delle stesse risorse per la coesione. E non lo fate perché si evidenzierebbe che la Sicilia è una delle ultime regioni in termini di crescita, nonostante le risorse che vengono indirizzate e che non vengono spese”.

E ancora, attacca il leader di Sud chiama Nord: “L’avanzo di amministrazione di cui parlate non è soltanto il frutto dello sblocco dei rendiconti. È soprattutto il frutto dell’incapacità di spesa di questo Governo. Vi ritrovate con quasi 15 miliardi di euro di cassa mentre le imprese rischiano di fallire per anticipare le somme necessarie agli appalti finanziati con fondi extraregionali”. “Oggi, dopo quattro anni, non avete titolo per raccontarci una Sicilia che non esiste. Se vi mettete a girare il territorio, probabilmente vi prenderà a calci nel sedere”, conclude De Luca.

Defr, Dipasquale (Pd): “Il centrodestra racconta una Sicilia che non esiste”

“L’assessore Dagnino ci ha fatto sognare. Ci ha descritto una Sicilia del futuro, una Sicilia in cui i giovani non saranno più costretti a partire e in cui il divario tra Nord e Sud sarà finalmente superato. Ma la realtà è un’altra. Il centrodestra governa questa Regione da dieci anni e, a ridosso delle elezioni, continua a raccontare una Sicilia che non esiste”, ha dichiarato il deputato del Partito Democratico all’Ars, Nello Dipasquale, dopo l’intervento di Dagnino.

“Con la chiusura di questa legislatura – ha concluso il parlamentare dem – si chiudono altri cinque anni di governo e sarete chiamati a rispondere agli elettori di tutto ciò che non è stato realizzato, nonostante le ingenti risorse di cui avete potuto disporre, risorse che i governi precedenti non hanno mai avuto”.

Di Paola (M5s): “Defr poco coraggioso”

“Cinquecento pagine in cui non si capisce quale sia la vera priorità, visto che nel Defr varato da questo governo sembra essere tutto una priorità. Ma un governo dovrebbe essere più coraggioso e saper scegliere, perché le priorità in Sicilia ci sono”. Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5s, boccia il Defr intervenendo in Aula.

“La sanità è una di queste – continua – con liste d’attesa ancora lunghissime nonostante i tantissimi investimenti fatti in questo settore. Priorità è anche l’occupazione, per impedire ai nostri giovani di scappare dall’Isola, visto che ogni anno sono circa 20 mila quelli che se ne vanno. Si parla di restanza, ma non è certo il south working che potrà fermare questa fuga. Forse servirà alle imprese, ma non ai giovani, in un’isola dove il lavoro non si trova, mentre nelle partecipate, come ci raccontano le cronache, si entra per raccomandazione”.

Figuccia (Lega): “Non ci sono più alibi”

“Esprimiamo il nostro voto favorevole al Documento di economia e finanza regionale, ma oggi non ci sono più alibi. Adesso bisogna passare dalle parole ai fatti. I siciliani non possono più aspettare: chiedono lavoro, sviluppo, maggiore capacità di investimento, servizi efficienti per i cittadini e risposte concrete. Il Defr deve tradursi rapidamente in provvedimenti capaci di ridurre il precariato, avviare i percorsi di stabilizzazione, sostenere le imprese, accelerare gli investimenti e creare nuove opportunità occupazionali”. Lo ha detto Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars, a margine della discussione sul Documento di economia e finanza regionale (Defr).

Leggi anche

Ars, la relazione sul Defr. Daidone (FdI): “In Sicilia cresce il Pil”

Ars, due arrestati erano nell’Antimafia: oggi la relazione in Aula

Arresti, indagati: la questione ‘normale’ del centrodestra in Sicilia

“Non servono altri annunci. Servono atti amministrativi, risorse spese nei tempi previsti e obiettivi raggiunti. Ogni ritardo pesa sulla pelle di migliaia di famiglie e frena la crescita della Sicilia – ha aggiunto -. Si è avviato un percorso di responsabilità. Adesso serve proseguire con determinazione, non fermarsi e rilanciare l’azione di governo, affinché la Sicilia diventi davvero un punto di riferimento per lo sviluppo, gli investimenti e la competitività nel Mediterraneo”.

“Vigileremo affinché gli impegni assunti trovino concreta attuazione. Abbiamo sostenuto questo documento perché crediamo che possa rappresentare un’opportunità per la nostra Isola – ha concluso l’esponente leghista -. Da oggi sarà il tempo dei risultati: i cittadini giudicheranno la politica non per ciò che promette, ma per ciò che sarà concretamente capace di realizzare”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI