CATANIA – Si fa riferimento agli articoli di stampa pubblicati su Sudpress il 27 corrente dal titolo “ Immigrazione, sindacato di Polizia attacca la Prefettura: Inefficienza scaricata sugli agenti ”e su Live Sicilia in data odierna “ Difficoltà per le Forze dell’Ordine Vendemmia: la Prefettura è sorda” a firma di Roberta Fuschi. In proposito, si precisa che la Prefettura coordina le attività di prima accoglienza al momento dello sbarco e, sulla base di un piano di distribuzione elaborato dal Dipartimento per l’Immigrazione e Libertà Civili del Ministero dell’Interno, dispone il trasferimento nelle sedi di destinazione.
Al porto prestano la loro fattiva collaborazione personale del Comune di Catania, della Protezione Civile Regionale, dell’Asp, dell’Usmaff, della Croce Rossa, di Emergency, di Save The Children, dell’OIM che provvedono ai primi trattamenti sanitari oltre a fornire generi di assistenza e conforto. Alle operazioni di sbarco prendono parte i rappresentanti della Capitaneria di Porto e delle Forze dell’Ordine, tra questi i funzionari della Questura che curano, in particolare, le procedure volte alla identificazione dei cittadini extracomunitari ed il contestuale smistamento nelle province di destinazione finale secondo quanto espressamente indicato nel citato piano elaborato dal Dipartimento delle Libertà Civili Infine, si evidenzia che sebbene a Catania, attualmente, non esista un Hot Spot , cionondimeno gli eventi di soccorso sono così numerosi con il salvataggio contestuale di migliaia di migranti da indurre il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione a richiedere alle unità navali che hanno effettuato il soccorso di approdare in porti diversi dagli Hot Spot. Quanto sopra si chiarisce ai fini di una corretta ed esatta informazione e stupisce che tali notizie errate provengano da soggetti che per il loro ruolo dovrebbero essere a conoscenza delle concrete modalità di intervento.

