CATANIA – Un provvedimento di scarcerazione si attua, solitamente, entro la mezzanotte del giorno in cui è emanato. Il catanese Vincenzo Carruba però è ancora detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, battezzato dopo i video choc il carcere “della mattanza”, nonostante la Corte d’Appello di Catania ha inviato venerdì scorso – alle ore 15.48 – il decreto con cui dispone gli arresti domiciliari in una comunità di recupero per tossicodipendenti a Trapani e ordinato quindi l’immediata scarcerazione e trasferimento. “Sono passati ormai cinque giorni – spiega l’avvocato Enzo Merlino – e non abbiamo notizie ufficiali. Solo attraverso vie ufficiose abbiamo saputo che il mio assistito è ancora detenuto a Santa Maria Capua Vetere. I parenti vogliono denunciare perché, dopo tutti i fatti emersi dalla stampa su quello che accade nell’istituto penitenziario, sono preoccupati che sia successo qualcosa al loro familiare”, racconta ancora il penalista. Prima di rivolgersi all’autorità giudiziaria l’obiettivo intanto è capire come sta il detenuto e quando sarà scarcerato.
Non nasconde l’amarezza l’avvocato Merlino. “Quanto sta accadendo è inspiegabile. Da Trapani non sanno nulla. E dal carcere mi dicono che per la privacy non mi possono dare notizie sul mio assistito. Da stamattina ho inviato una pec alla direzione del carcere, ma fino ad ora non ho ricevuto risposta. La Corte d’Appello ha inviato nuovamente il provvedimento. Una vicenda davvero surreale”, dice l’avvocato Enzo Merlino.
Vincenzo Carruba è detenuto da ormai tre anni. L’anno scorso a novembre è stato condannato dal gup per droga nell’ambito del procedimento denominato Fossa Dei Leoni, per il nome della piazza di spaccio. Al momento si sta celebrando il processo di secondo grado e per questo il legale ha presentato istanza alla Corte d’Appello di Catania che l’ha accolta. Ma Santa Maria Capua Vetere venerdì non ha espletato l’ordine dei giudici catanesi. Merlino ha parlato con il suo assistito l’ultima volta il 14 luglio – in videoconferenza – durante un’udienza al Tribunale della Libertà. Da quel giorno sono trascorse quasi tre settimane. “Attendiamo che il carcere risponda al nuovo provvedimento inviato oggi altrimenti informeremo l’autorità giudiziaria del caso”, spiega.

