CATANIA – Marcello Cardona saluta Catania. E lo fa dal Palazzo della Prefettura di Catania. Non sciorina numeri il neo Questore di Milano, ma parla dell’umanità di questa città, di una bellezza che va oltre i “beni monumentali e artistici”. E chiude ringraziando la moglie e le figlie. Accanto a lui la perfetta Silvana Riccio, arrivata da pochi giorni a Palazzo Minoriti. “Cardona lo conosco personalmente da diverso tempo, allora eravamo giovani – dice rivolgendosi al Questore – e purtroppo per me lo perdo. Ma da quello che ho sentito e mi hanno riferito lascia un clima estremamente positivo”. “Un forte spirito di squadra” – le fa eco il procuratore generale Salvatore Scalia. L’Arcivescovo Metropolita Salvatore Cristina chiede a Cardona di “mandare i saluti a Papa Francesco” visto che tra un mese il Santo Padre sarà a Milano. “E gli dica che noi saremmo felici di averlo qui” – aggiunge. Non poteva mancare infine un brindisi e lo scambio di doni, “affinché ricordi Catania”.
Cosa le mancherà di più di questa città?
“La gente. Mi mancherà la gente, le cose belle, l’affetto dei catanesi per non parlare sempre di sicurezza. E’ questo è un bagaglio molto importante e che mi commuove molto. Però siccome io non sono uno che va via e tira una saracinesca. Qui a Catania ho degli amici veri e non realizzati in questo periodo, quindi tornerò. Poi devo fare tanti anni di lavoro, quindi mai dire mai. E dicevo a un suo collega che se mi dovessero dire ‘vuoi tornare a Catania?’; farei immediatamente il biglietto del treno o dell’aereo per tornarci subito”.
Cosa si aspetta da Milano? Sarà tutta un’altra storia.
“E’ tutta un’altra storia. Lei ha detto bene. E’ un contesto totalmente diverso. Io ho lavorato già 15 anni a Milano. Mi aspetto tanta efficenza e tanta determinazione, però lì c’è una struttura di 5.700 persone che già vive da sempre nell’organizzazione della sicurezza. Io cercherò di dare il mio contributo con l’energia che voi conoscete e sapete. E’ un momento particolarmente importante per la città: penso al terrorismo, penso che tra un mese il Papa sarà a Milano, oltre naturalmente ai tanti altri impegni. Mi aspetto che i miei collaboratori lavoreranno con umiltà e come abbiamo fatto qui a Catania ci metteremo a disposizione della gente”.
Ci lascia in buone mani?
“Mani direi straordinarie. Giuseppe Gualtieri è un funzionario straordinario di grande esperienza che conosce il Sud e che farà certamente cose buone e spero che faccia cose migliori di quelle che abbiamo fatto noi”.
Da un voto a noi giornalisti catanesi.
“Quello che vi do è un voto molto importante. Perché in questa terra il vostro è un lavoro difficile e complicato per diversi motivi. Coloro che la leggono sanno perché dico queste cose. Quindi non è un ’10’ come dire di compiacenza, è un “10” di coraggio”.


