Elezioni in Sicilia, Dipasquale e la candidatura La Vardera

Dipasquale: “La Vardera? Il lancio di candidature non ci appassiona”

"Il Pd ha avviato il confronto sulle Regionali. Primarie? Uno degli strumenti"
L'INTERVISTA
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PALERMO – L’accelerazione di Ismaele La Vardera che si è candidato alla presidenza della Regione Siciliana, il lavoro di “confronto interno” del Partito democratico, il nodo Cateno De Luca e quello delle primarie “che sono uno degli strumenti possibili”. Dopo il via ai giochi dato dalla ex Iena dalle Officine Sandron di Palermo, in casa Partito democratico parla l’esperto deputato ragusano Nello Dipasquale, giunto alla terza legislatura a Palazzo dei Normanni.

La Vardera ha rotto gli indugi nel campo progressista, come giudica la mossa?
“Se la mossa di La Vardera è un pungolo per accelerare il confronto nel centrosinistra allora è certamente un’azione politicamente intelligente, se non è così resta una mossa che rispetto ma che non condivido. Lanciare la candidatura di una coalizione senza la condivisione d tutto il fronte, di fatto significa mettere in difficoltà un intero schieramento politico che è fatto da diversi partiti che stanno ragionando al loro interno per sviluppare le necessarie strategie. Partiti come Pd e M5s hanno anche una interlocuzione con i rispettivi vertici nazionali: il discorso è più complesso rispetto ad un movimento, dove il confronto è più immediato. Il lancio di candidature è uno sport che non ci appassiona, per adesso preferiamo lavorare sul programma. Il nostro segretario regionale, Anthony Barbagallo, è stato chiarissimo ed è la linea della segreteria e della maggioranza del partito”.

Ancora una volta il centrosinistra rischia di spaccarsi e spianare la strada al centrodestra?
“Premesso che il centrosinistra non può superare per spaccature l’attuale centrodestra, che è lacerato sotto diversi aspetti, mi preme sottolineare che non siamo spaccati. Ribadisco: stiamo ragionando al nostro interno, e anche all’esterno, per costruire una alternativa a chi ci ha governato negli ultimi dieci anni. Sono sicuro e fiducioso: riusciremo a sviluppare un programma moderno e credibile per convincere gli elettori e individuare chi dovrà guidare questo processo”.

Nello Dipasquale
Nello Dipasquale

A questo punto quale dovrebbe essere la contromossa del Partito democratico?
“Il Pd non studia contromosse nei confronti degli alleati. Il nostro confronto interno è stato avviato partendo dai circoli: un iter che si concluderà con i vertici regionali del partito e con le necessarie interlocuzioni con la segreteria nazionale. Il dialogo con Roma è costante. Nessuna ‘contromossa’, quindi: il Pd sta lavorando per sviluppare una strategia e una condivisione quanto più ampie possibili al proprio interno, per poi ragionare sul programma e il metodo per individuare il candidato presidente della Regione. Un metodo che non può essere legato al ‘chi parla per primo è candidato e gli altri lo seguono’. Stiamo discutendo anche su quali sono i candidati alla presidenza da ‘offrire’ alla coalizione”.

Una strategia più articolata.
“Abbiamo i nostri tempi, che sono i tempi della democrazia. Ci presenteremo al tavolo della coalizione con un programma e un nostro contributo in termini di uomini e di candidature a governatore. Il nostro non è un partito padronale. C’è un percorso che abbiamo intrapreso e che intendiamo seguire”.

La Vardera ha ricordato di avere chiesto a lungo le primarie, cosa ne pensa di questo strumento che è stato rilanciato ultimamente anche dal suo collega di gruppo Fabio Venezia?
“Noi dobbiamo avere il tempo per identificare il nome del nostro candidato. Nel campo progressista ci sono partiti che hanno uomini e donne candidabili e di altissimo livello e che non sono meno di La Vardera. Pd e M5s sono partiti strutturati con la necessità di trovare una sintesi al loro interno. Nessuno è contrario alle primarie come metodo. Ma prima ogni partito deve potere avere il tempo di individuare la propria sintesi, poi va trovato il nome migliore. L’auspicio è di trovare una sintesi politica, ma se questo non dovesse accadere per le legittime richieste di ogni partito si potrà prendere in considerazione lo strumento delle primarie. Nessuno si scandalizza davanti all’ipotesi delle primarie, ma auspichiamo che prima ci sia la possibilità di trovare una sintesi politica. Chi pensa che il Pd non abbia donne e uomini da offrire alla coalizione per guidare il processo di cambiamento che tutti auspichiamo sbaglia, sono sicuro che offriremo una nostra candidatura alle Regionali”.

Ismaele La Vardera
Ismaele La Vardera

Lei è stato tra i più convinti sostenitori dell’alleanza con Cateno De Luca, ritiene il sindaco di Taormina una risorsa importante per questo schieramento?
“Per me il percorso con De Luca è scontato. Il mio è un ragionamento da parlamentare che ha condiviso un percorso di opposizione con lui e con gli altri esponenti di Sud chiama nord. Tante volte, in Aula e nelle commissioni, ci siamo ritrovati dalla stessa parte. De Luca, inoltre, ha votato per la sfiducia a Schifani e contro la Finanziaria. Anche in questo caso, però, ci sono dei percorsi da seguire. Nel nostro partito si è aperta una riflessione e non possiamo dimenticare le contrapposizioni che De Luca ha avuto con il Pd messinese: anche su questo dovremo fare una scelta. Le prese di posizione devono essere condivise e ragionate. Sia chiaro: non stiamo ‘perdendo tempo’ per non decidere. Ci sono dei tempi di democrazia interna che non possono essere scambiati per incapacità di decidere o per disinteresse”.

Cateno De Luca

Alla fine ritiene che questo campo largo riuscirà a trovare le ragioni per mettere tutti insieme? Da Avs a Italia viva?
“Sono fiducioso. C’è la consapevolezza che i siciliani vogliono cambiare e che questo cambiamento deve essere fatto di tante cose: non solo slogan ma anche capacità consolidata di portare avanti questo processo. Serve sicuramente una rottura con determinate prassi e una determinata politica che non ha fatto crescere la Sicilia ma servono anche uomini e donne in grado di garantire il governo di una regione complicata. A meno che…”.

A meno che?
“Qualcuno non voglia fare una partita solo per recuperare qualche seggio all’Ars. Il Pd questo interesse non ce l’ha. Noi vogliamo che i sicilaini possano avere la possibilità di costruire un futuro diverso. Sono convinto che questa coalizione potrà avere la possibilità di attuare il cambiamento se prevarrà in tutti lo spirito giusto. Se così sarà, non avremo bisogno di primarie né di sorteggi:. Avremo la capacità di trovare da soli le soluzioni migliori per vincere e governare bene”.

E qui si ritorna al punto di partenza, La Vardera.
“Voglio vedere questa sua iniziativa come una provocazione positiva, intelligente e simpatica. La mossa di chi ha voltuo mettere un po’ di gas nel motore. La scommessa è accolta, lavoreremo tutti su questo per ottenere un importante risultato complessivo: non per i singoli ma per tutta la Sicilia”.


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