Il disastro del canile municipale | "La colpa non è dei dirigenti"

Il disastro del canile municipale | “La colpa non è dei dirigenti”

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Il canile di via Tiro a Segno
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Depositate le motivazioni dell'assoluzione dello scorso marzo.

PALERMO – I responsabili amministrativi del canile di via Tiro a Segno avevano più volte denunciato le carenze strutturali e igienico sanitarie. Altri e non loro avevano il potere decisionale per intervenire. Le responsabilità vanno cercate al Comune, alla Regione, e all’Asp. Ecco perché sono stati assolti, lo scorso marzo, tutti gli imputati.

Si tratta degli ex responsabili amministrativi del canile municipale Angelo Zarcone, Giuseppe Medici e Luigina Coniglio. Prescritta la posizione di Gaetano Lo Cicero, ex direttore generale del Comune di Palermo. Alla stregua di un “datore di lavoro” sarebbe spettato a quest’ultimo garantire la sicurezza nei locali, ma è trascorso troppo tempo per emettere una sentenza di condanna. Erano difesi dagli avvocati Stefano Santoro, Fabio Cosentino e Fabrizio Biondo.

L'avvocato Stefano Santoro

Gli assolti con la formula “perché il fatto non costituisce reato” erano accusati di “getto pericoloso di cose”. Le cose in questo caso erano impalpabili al tatto, ma insopportabili all’olfatto. Dalle gabbie del canile municipale proveniva un odore nauseabondo. Così fu accertato nel 2010. Il resto emerse dall’ispezione dei locali di via Tiro a Segno: gabbie malandate, separate l’una dall’altra con mezzi di fortuna, scarsa illuminazione e ruggine nella sala operatoria. Non andava meglio per gli uomini che dovevano prendersi cura degli animali: spogliatoi fatiscenti e vetri rotti per gli operai di Gesip.

“L’accusa appare infondata e non ascrivibile – scrive il giudice monocratico Provvidenza Di Grigoli nella motivazione – agli odierni imputati ma attribuibile ad aspetti della burocrazia comunale e regionale che hanno paralizzato l’operato degli odierni prevenuti”. Il Comune di recente si è attivato e ha redatto un progetto di ristrutturazione del canile di cui lo stesso giudice fa menzione.

 

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