Sicilia, disgelo tra Schifani e Dc: le condizioni per il rientro in Giunta

Disgelo compiuto tra Schifani e la Dc, le condizioni per il rientro in Giunta

Incontro tra i deputati e il governatore a Palazzo d'Orleans
IL RIMPASTO
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PALERMO – Un’ora di colloquio nella Sala Giunta di Palazzo d’Orleans per ricucire i rapporti dopo la brusca estromissione da quella stessa stanza a seguito dell’inchiesta giudiziaria che si era abbattuta sulla Dc. Il gruppo parlamentare dello scudocrociato esce con più certezze dall’incontro con il presidente della Regione Renato Schifani. Il ritorno nella squadra di governo non è più una chimera e le interlocuzioni emerse negli ultimi giorni appaiono qualcosa di più che semplici segnali di disponibilità al dialogo.

La Dc: “Clima di grande apertura e collaborazione”

La nota diffusa dai deputati al termine del faccia a faccia con il governatore parla di “clima di grande apertura e collaborazione”, caratterizzato da “un positivo spirito di dialogo e di reciproca disponibilità”. Il confronto pomeridiano tra Schifani e la Dc, quindi, sembra avere rafforzato la possibilità che lo scudocrociato torni in Giunta. Novità sono attese nelle prossime ore, quando verranno assunte “le decisioni relative ai prossimi passi da intraprendere”.

La Dc chiede una “riabilitazione politica”

Il gruppo parlamentare, nel corso della riunione, ha formulato al governatore una richiesta considerata “irrinunciabile”: “la riabilitazione politica della Dc”, che era stata gravemente compromessa all’indomani dello scoppio dell’inchiesta. Schifani, dal canto suo, ha chiesto ai democristiani di risollere le loro grane interne. Tra queste la lotta nata dalla sospensione del segretario Stefano Cirillo ad opera del segretario nazionale facente funzioni Giampiero Samorì.

Schifani e la “rigenerazione” della Dc

Un tema che Schifani ha posto anche di buon mattino in conferenza stampa, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sull’incontro con la Democrazia cristiana: “Il partito è stato decapitato nei suoi vertici, devo cercare di capire con chi avrò le interlocuzioni politiche”, sono state le parole del presidente della Regione. Concetti ribaditi dal governatore ai deputati Dc giunti a Palazzo d’Orleans per incontrarlo. Per Schifani serve un’opera di “rigenerazione” del partito, che passa dalla “pacificazione” sulla segreteria nazionale dalla “discontinuità” nei vertici regionali. Passaggi necessari, secondo Schifani, che porterebbero, a cascata, all’individuazione di un “interlocutore stabile” anche sul piano regionale.

Renato Schifani
Renato Schifani

Tempi stretti per le nomine dei due assessorati mancanti

Superati questi ostacoli, per i quali però il tempo stringe, non ci sarebbero più veti al rientro della Democrazia cristiana nella squadra di governo. Bisognerà consumare i diversi passaggi in un breve arco di tempo. “Non vedo l’ora di potere coprire questi posti con assessori titolari”, è stato il pensiero che il governatore ha affidato in mattinata alla stampa. A questo punto la palla passa ai protagonisti del partito che fu di Totò Cuffaro. Bisognerà individuare una roadmap a breve termine e, soprattutto, sfogliare la margherita sul possibile nome da fornire a Schifani per il ritorno in Giunta sotto le insegne della Dc.

I nomi in pole per la Dc

Al momento le voci più insistenti riguardano la presidente regionale della Dc, Laura Abbadessa, moglie del magistrato Massimo Russo, che però, secondo fonti interne al partito, sconterebbe la vicinanza del marito al ‘nemico’ di sempre Raffaele Lombardo. Il leader del Mpa affidòà a Russo la guida dell’assessorato alla Sanità nel suo governo. Nelle ultime ore, però, si parla anche del segretario provinciale della Dc trapanese, ed ex sindaco di Alcamo, Giacomo Scala. Altre piste portano all’attuale presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars, Ignazio Abbate, e all’ex assessore Andrea Messina. A favore di quest’ultimo potrebbe giocare la predilezione di Schifani per la “continuità amministrativa”, dal momento che fino all’esclusione della Dc aveva retto le sorti dell’assessorato alle Autonomie locali.


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