CATANIA – Insegnanti sul piede di guerra contro la riforma della scuola: domani inizia lo sciopero della fame. E’ scontro totale tra l’esecutivo nazionale e i sindacati della scuola, lo dimostrano i toni concitati che caratterizzano le ore che separano l’approvazione del ddl nelle varie piazze italiane. Catania non è da meno. La conferenza stampa unitaria di Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals, tenuta stamane davanti al provveditorato è servita a ribadire il fermo no delle sigle sindacali alle modalità messe in campo dal governo. In primo luogo l’assenza di confronto con chi lavora nelle scuole. “Speravamo che, dopo una manifestazione di piazza di quella portata e uno sciopero che ha ottenuto il 90% di adesioni, il governo assumesse un atteggiamento più incline al dialogo. Così non è stato, anche le modifiche apportate non sono sostanziali, e il governo sta procedendo in maniera del tutto autonoma”, spiega la segretaria della Flc Cgil etnea, Antonella Di Stefano. Sulla scia del presidio permanente che da una settimana si svolge in piazza Montecitorio, domani a Catania si terra un sit-in davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale dove verrà messa in campo una protesta a oltranza e avrà inizio uno sciopero della fame di insegnanti e sindacalisti.
Il mondo della scuola, insomma, non vuole rassegnarsi all’incombere “dei presidi manager” e degli istituti scolastici gestiti alla stregua di aziende. Uno dei timori principali riguarda l’accentrarsi nelle mani dei presidi di competenze e prerogative proprie del Collegio docenti (organo che così facendo diventa di tipo meramente consultivo) e la tanto odiata possibilità di “assumere per chiamata diretta i docenti”. Sindacalisti e insegnati non credono alle “promesse” del premier: l’assunzione di oltre 100mila precari rimane un mistero rispetto al “come” e “a quali condizioni”. Lo stesso vale per i bonus destinati agli insegnanti, tenuto conto delle somme di denaro andate in fumo negli anni a causa del blocco del contratto. “Ho letto che sono state stanziate delle risorse per premiare i risultati dei dirigenti. Li stanno forse comprando?”, tuona Salvo Mavica, segretario della Uil Suola etnea. “Il fatto che non vogliano discutere di contratti, mi preoccupa”, dice il sindacalista. “Se viene a cadere il contratto collettivo e se si arriva ai contratti individuali la scuola pubblica muore”, argomenta. Insomma, anche a Catania sarà battaglia. Nel pomeriggio di oggi sono previsti un’assemblea dei sindacati all’Istituto Gemmellaro alle 16:30 e un presidio davanti alla villa Bellini alle 19:30, organizzato dal coordinamento contro il ddl sulla scuola. Domani mattina, invece, si terrà il presidio permanente in via Coviello.


