Cara Carolina, da dirigente di partito che guarda alla politica con la P maiuscola, dovresti ricordarti di quegli (ex)imprenditori Innocenti con la I maiuscola che l'antimafia ha ingiustamente distrutto. Persone oneste con la O maiuscola che davano Lavoro con la L maiuscola che la giustizia con la g minuscola ha distrutto e che questo governo non ha neanche degnato di uno sguardo. Non bastano i proclami e le interviste, non basta immergersi nello studio di proposte che non verranno mai portate avanti. Fratelli di Italia, che dice di ispirarsi a quella destra per cui ti sei tanto prodigata come matricola universitaria, non solo in tutti questi anni, nonostante i ripetuti solleciti che gli sono stati rivolti, non ha fatto nulla per aiutare le vittime riconosciute degli errori giudiziari ma ha addirittura bloccato proposte di legge che, se approvate, potrebbero ridare alla giustizia il suo autentico significato, aumentando le garanzie e senza depotenziare la lotta alla mafia. Piuttosto che accogliere l'invito del "caro direttore" , dovresti sfruttare il ruolo di primo piano che occupi in Parlamento e nel tuo partito per Fare. Ed è il momento di Fare, senza se e senza ma. Quegli imprenditori aspettano di potere tornare a fare impresa. Fino a che non si risolveranno alcuni problemi della legislazione antimafia, la cui mala applicazione ha generato disastri, distrutto imprenditori innocenti e azzerato quel tessuto produttivo che tutti a parole dicono di avere a cuore, "antimafia", "giustizia" e "impresa", saranno solo vuote parole, utili solo alla campagna elettorale e nient'altro. La mia stima nei tuoi confronti rimane immutata, nonostante l'amarezza. Colgo l'occasione per invitarti ad un dibattito pubblico su questi temi.


Brave le donne democratiche di Palermo!
Hahahahahahahahahahahahahahahah!!
Dovrebbero darvi l’oscar del ridicolo…..
Ma con tutti i problemi che abbiamo in Italia è mai possibile che il PD si interessi solo al DDL Zan, allo Ius soli, ai matrimoni ed alle adozioni omosessuali magari copiando dal meraviglioso referendum votato ieri degli svizzeri e perfino alla statua (sessista) di Sapri, città nota per un altra famosa donna con tanto di statua ovvero la spigolatrice, una contadina addetta alla spigolatura del grano che assistette nel 1857 allo sbarco della poi fallita spedizione antiborbonica guidata da Carlo Pisacane del quale si innamorò per poi perire assieme a lui nel massacro perpetrato dalle truppe borboniche per fermare i rivoltosi.