PALERMO – Giovanni Burtone, esperto deputato e voce saggia del Partito democratico, sindaco di Militello in Val di Catania, lo dice chiaramente quando mancano pochi minuti all’approvazione del ddl che istituisce la quota minima di genere nelle giunte comunali di Sicilia: “Un atto importantissimo ma se c’è un indirizzo netto dal punto di vista morale e politico non c’è bisogno di norme. Le donne – dice – andavano rappresentate senza bisogno di una legge”.
La legge sulle quote di genere nelle giunte comunali
Parole che si fanno largo a fatica nel coro di felicitazioni per l’approvazione di una norma sulle quote rosa, sacrosanta, che assicura a entrambi i generi, e quindi soprattutto alle donne che in politica hanno sempre fatto fatica ad affermarsi, la presenza minima del 40% nelle giunte dei Comuni sopra i tremila abitanti.
Quote rosa, quel bicchiere pieno solo a metà
Burtone centra il punto e la sua è una posizione che sentiamo di condividere. Quanto è sfortunata quella terra che ha bisogno di una legge per far valere un diritto sacrosanto? Adesso c’è una norma che garantirà tutto questo ma il bicchiere resta pieno a metà. Le innovazioni introdotte dall’Ars, infatti, avranno valore di legge soltanto per i comuni sopra i tremila abitanti. Altri 150 comuni dell’Isola restano fuori dall’obbligo, chissà se seguiranno il principio comunque.

Il quadro è senza dubbio migliorato rispetto a prima ma resta l’amaro in bocca per una politica che in Sicilia non riesce a vivere come ‘normale’ ciò che in altre parti del mondo è consuetudine. Sarà un nostro limite, lo ammettiamo, ma non riusciamo a registrare tutto questo come un successo ‘tout court’.
Il fronte comune delle donne
Per potere ‘brindare’ al traguardo delle quote rosa le donne dell’Ars, che avevano fiutato il pericolo, sono state costrette a fare fronte comune. Un’alleanza che non ha guardato a destra o sinistra ma al cuore della battaglia. L’urlo in aula di Marianna Caronia che mette in guardia i propri colleghi dal pensare di lasciare cadere anche le quote rosa nell’imboscata messa a punto per il ddl Enti locali, poi il sit-in nel giorno del voto davanti a Palazzo dei Normanni. Azioni che sono servite senza dubbio a centrare l’obiettivo ma che difficilmente cambieranno il modo di pensare di alcuni colleghi di Sala d’Ercole o di alcuni sindaci.

Se Militello diventa isola felice della politica siciliana
“Ci sono stati Comuni virtuosi da sempre”, ricorda Burtone che rivendica, a pieno diritto, di non avere atteso che una legge gli imponesse di inserire le donne nella sua Giunta di Militello in Val di Catania che oggi ci appare come un’isola felice della politica siciliana, piccolo esempio di una politica che non ha dovuto attendere una legge che rendesse normale ciò che è già tale.

