Palermo, lo spacciatore ai domiciliari su Tik Tok: "Me l'avete suc..."

Palermo, lo spacciatore ai domiciliari su Tik Tok: “Me l’avete suc…”

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Commenti

    ma perchè agli arresti domiciliari si possono usare i social ?

    Mi scuso con il giornale se mi permetto di esprimere un mio parere personale, ma ritengo che pubblicare ciò che questo delinquente dice e fa in sprezzo alla legalità sia un punto a suo favore. Grazie, mi scuso ancora, ma sentivo di doverlo fare. Un saluto cordiale.

    Concordo con te

    Mio caro se siamo a questo punto, buona parte del danno è provocato dai media!

    perchè i media fanno le leggi?

    Vergogna uno vende morte e gli si danno gli arresti domiciliari,poi uno incensurato sbaglia consapevole che non si fanno certi errori e gli di danno tre anni per offese sui social.che giustizia di cacca,poveri noi sempre più nelle mani di nessuno soprattutto dello stato.

    Se proprio voleva farla completa avrebbe potuto imitare il Marchese del Grillo (Alberto Sordi) che in una famosa scena dell’omonimo film nella quale i gendarmi erano intervenuti in una bettola per sedare una rissa anzicchè arrestare lui che l’aveva provocata avevano invece fermato tutti gli altri presenti in quanto lui si era subito presentato come nobile pontificio. Salutando gli altri già in manette ebbe a dire: “mi dispiace ma io so io e voi non siete un c….”

    Ovvio è un male minore.

    Secondo me, ta mettono nto c….o, ricordati che sei in attesa di giudizio…
    800A egregio amico

    nn sai quanto ti costerà…ahahahahahah

    cambiamo le leggi .

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Un articolo cosi si legge solo su LIVESICILIA. E' terrificante il distacco della politica dalle emergenze da cui dipende la nostra vita. La "Sagra del pane cunzato" riceve più attenzione. Le riunioni, i convegni parolai in vista delle elezioni. sono l'impegno per i quali alcuni sono disposti a sudare in questa estate torrida. Fanno bene i giovani a scappare, questa è terra solo per chi è disposto a soffrire anche a morire. Onore al vigile del fuoco morto, ai volontari, a chi sa prendersi cura della comunità. Il nostro Arcivescovo è inascoltato, illumina chi continua ad essere spento.

È veramente stupefacente la confusione, non si sa se involontaria o volontaria (anche se non so dire quale delle due sia più grave) tra qualifica e funzione. La prima a dovere essere definita è senz'altro la qualifica cioè il serbatoio dal quale attingere alla funzione in questo caso dei soggetti cui affidare i vari livelli della funzione dirigenziale. Anche perché alla qualifica sono indissolubilmente le mansioni. In questo l'attuale legge n.10/2000 risulta organica e puntuale ma ahimè indigesta in quanto mai applicata. Non credo che la proposta passerà il vaglio della presidenza del Consiglio come del resto le precedenti proposte che hanno attraversato varie condizioni governative.

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