CATANIA – “Uno spreco di denaro pubblico ed un altro errore dell’amministrazione Bianco”. Interviene anche Confcommercio dopo le polemiche risollevate da catania Bene Comune in relazione allo stanziamento dei fondi per le piste ciclabili per abbellire a livello estetico il Nodo Gioeni. I dirigenti di Ascom tornano sulla vicenda, evidenziando la necessità di risolvere le problematiche legate alla viabilità. E – scrivono in una nota “ritenendo che l’amministrazione Bianco sarà ancora una volta insensibile e sorda alle osservazioni e critiche che stanno giungendo da più parti”, idecidono di appellarsi direttamente al Consiglio Comunale.
“La politica ed il Consiglio comunale – dichiara il presidente dell’As.Com Catania Giovanni Saguto – si esprimano su questa vicenda sostenendo l’iniziativa del Sindaco o dichiarando che sia quanto meno indispensabile un approfondimento sull’opportunità di spendere una cifra così importante, quasi un milione di euro, per l’abbellimento del Tondo Gioieni. Riteniamo che siamo di fronte ad uno spreco di denaro pubblico, ad un altro errore che sta compiendo l’amministrazione Bianco. Si pensa alla parte estetica e nulla è stato fatto in oltre due anni per porre rimedio ad una viabilità disastrosa, con tempi di percorrenza della circonvallazione esasperanti.
Una sistemazione va certamente fatta ma senza progetti faraonici e super costosi in una zona che non ha alcuna valenza turistica. I soldi siano spesi per migliorare la viabilità nella stessa zona del Tondo Gioeni. Perché non si prova a ragionare ed operare come un buon padre di famiglia? Abbiamo piena fiducia in questo Consiglio Comunale e riteniamo che potrà proporre una sana riflessione sull’opportunità o meno di spendere tutti questi soldi”.
La Confcommercio sin dal momento dell’abbattimento del ponte ha manifestato le proprie perplessità per una scelta che non considerava in alcun modo gli effetti sulla viabilità. “La cosa pazzesca di questa vicenda – afferma il vice direttore provinciale di Confcommercio Francesco Sorbello – sta nel fatto che non solo si è proceduto ad abbattere il ponte nonostante i pareri favorevoli espressi in ordine alla sua staticità da parte di esponenti del dipartimento di ingegneria dell’Università di Catania, ma addirittura non sono state messe in atto prima dell’abbattimento le misure per alleviare le pesanti conseguenze sulla viabilità, specie quella ovest verso est”.
Secondo Saguto e Sorbello, anche le dichiarazioni di Bosco sull’apertura di via Castorina sarebbero “fuori luogo”, anche se non è chiara la motivazione per cui l’associazione contesta una delle soluzioni proposte. “Perché a due anni dall’abbattimento non sono state ancora fatte, e a quanto pare, non è stato messo in cantiere neanche l’iter amministrativo. Queste cose andavano fatte prima dell’abbattimento del ponte. Inquietante inoltre è apprendere che l’abbattimento sia stato fatto, in fondo, per non pagare delle penali. Siamo di fronte ad una sovrapposizione di giustificazioni insopportabili. Ma quando si a faranno a Catania le cose in modo sensato?”

