E tutti gridarono: "Goool!" - Live Sicilia

E tutti gridarono: “Goool!”

Diario europeo (2)
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L’homo calcisticus che è in noi sta fremendo. Va bene le percentuali, i commi, le pandette, gli zeri virgola… Va bene tutto. Ma, per piacere, diteci chi ha vinto o chi ha perso. Le elezioni sono come la partita della squadra del cuore. Ci sono nobilissime ragioni di analisi e di sostanza. Però tutto si riduce al quesito iniziale e sportivo. Chi ha vinto? Perché è bello andare in ufficio col risultato in tasca, sia pure senza bandierone. E scrutare la disfatta sul viso del collega di stanza, ultrà della coalizione avversaria.
Ci hanno detto che la Seconda Repubblica non è più come la prima, quando non si sapeva mai il risultato tra spifferi di corrente e convergenze parallele. Eppure, all’indomani delle Europee, tutti gridano gol. Perfino coloro che hanno pareggiato e pensano che la rete in trasferta vale comunque il doppio. Perfino quelli che (forse, lo diciamo sottovoce) sono stati sconfitti e , per dimostrare l’inviolabilità, incrociano le cifre attuali con quelle delle elezioni paleolitiche. Gol, gol e gol. Cosa credete? Non è come prima, quando non si capiva chi aveva vinto. E’ che non ha perso nessuno.


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Commenti

    Caro Roberto,
    anche nella prima Repubblica non perdeva mai nessuno. Il confronto con le elezioni precedenti si faceva ora con le amministrative, ora con le politiche etc. a secondo se il risultato attuale fosse più o meno consistente rispetto a quelle precedenti.
    Non è cambiato nulla, cambiano le persone ma non le abitudini quelle di prendere in giro l’elettore.

    Ormai le grandi finali, quelle che si seguivano con il cuore in gola, in poltrona con frittatona e rutto libero, non ci sono più. Oggi si giocano soltanto “partite del cuore” (con tutto il rispetto per i nobili scopi della Partita del cuore), tanti fan che gridano e chiedono autografi, ma scarso spessore.

    Già, ma non sarà che la colpa è un po’ nostra, del nostro essere troppo tifosi?

    E’ proprio così, oggi si è soltanto tifosi senza sportività. Si guarda all’apparenza e non alla sostanza sportiva o politica che sia. Bisogna sapere riconoscere quando l’avversario esprime un gioco migliore e bisogna sapere accettare e comprendere i motivi della sconfitta. Invece, si grida contro l’arbitro…

    forse è meglio che parlate della finale scudetto di stasera (primavera) che perlomeno ci distraiamo con qualcosa di bello

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