Non ci fai nemmeno più caso, quando nel tuo pc lampeggia l’ennesimo dispaccio d’agenzia, diramato ieri, valido per oggi: ‘Allerta rossa della protezione civile domani per rischio incendi e ondate di calore a Palermo dove la temperatura percepita sarà di 41 gradi. Livello di attenzione rosso per rischio incendi anche a Enna’.
Allarme caldo
L’allarme è diventato una consuetudine, in questa terribile estate siciliana, tra la cenere del vulcano, i roghi e un’afa insopportabile, così lontana perfino dai giorni cosiddetti ‘roventi’ di un passato che valutiamo con una incalzante nostalgia meteorologica. Non c’è più nemmeno lo scirocco di una volta, signora mia…
Il Codacons, per mezzo del suo segretario nazionale, Francesco Tanasi, ha chiesto di “valutare immediatamente la sussistenza dei presupposti per dichiarare lo stato di emergenza per il caldo estremo in Sicilia e predisporre un piano straordinario di intervento”.
Ieri, incendi sono divampati in provincia di Palermo, in provincia di Catania, in provincia di Trapani, in provincia di Messina. L’inquietudine segue l’incandescenza delle temperature. Avremo ancora giorni difficili.
Ma la politica siciliana…
Purtroppo, la politica siciliana resta quella che era, nel contesto che avrebbe bisogno di uno scatto. Un festival delle grida, incapace di una sintesi, o di una proposta concreta, già sintonizzata sul tono polemico-apocalittico della ventura campagna elettorale.
Nessuno chiede una moratoria delle critiche, specialmente dei rilievi sacrosanti. Ma la politica siciliana, con le sue rabbiose annotazioni in ordine sparso, si dimostra imbattibile nell’incrocio tra vacuità e populismo. Non in grado di concepire un’idea che abbia in sé il rispetto dell’avversario di turno e uno straccio di visione. Salvo rarissime eccezioni.
Una terribile estate siciliana
Una terribile estate siciliana stiamo vivendo, funestata dalla tragedia della piccola Anna Rosa, morta a quattro anni, positiva alla difterite, non vaccinata. Una storia che ha mostrato le crepe di ciò che rimane dei sentimenti comuni.
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Premesso l’assoluto pericolo della inaccettabile sub-cultura no vax, più volte denunciato dal nostro giornale, e la necessaria attesa degli sviluppi in sede giudiziaria, per rintracciare eventuali responsabilità, c’è un dato che colpisce. Ed è l’assoluta mancanza di empatia per il dolore. Ne parleremo ancora.
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