Emergenza rifiuti a Palermo|Il futuro incerto di Bellolampo

Emergenza rifiuti a Palermo|Il futuro incerto di Bellolampo

L’agosto palermitano a venire potrebbe essere più torrido che mai, con la città a fare i conti con l’ennesima emergenza-munnizza. Nessuno ha la palla di cristallo per vedere il futuro anche se prossimo, ma c’è chi a ragion veduta può avanzare fondate ipotesi sullo svolgimento della situazione dei rifiuti a Palermo: i tre commissari straordinari attualmente alla guida dell’Amia Paolo Lupi, Giuseppe Romano e Sebastiano Sorbello.
“Dal 20 agosto potrebbe avere inizio un nuovo periodo critico”. Ciò a detta di Romano, che assieme ai due colleghi ha passato in rassegna, stamattina nel corso di una conferenza stampa, lo stato di salute dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano.
Su cosa si fondano questi timori? Sulla constatazione che a Bellolampo, la discarica che accoglie i rifiuti della città e dei ventidue Comuni della provincia di Palermo, le cose vanno e andranno tutt’altro che bene, tra vasche stracolme e liquidi velenosi. “Il 10 giugno la quarta vasca, quella dove per adesso viene scaricata l’immondizia, sarà chiusa perché piena – ammette Romano – Entro quella data deve essere completata la quinta vasca, che però ha una capienza di sole 140 mila tonnellate. In settanta giorni sarà esaurita anche quella”. Dopodichè si dovrà correre ai ripari, ad esempio collegando le due vasche, mettendo una pezza per qualche mese in più.
Che a Bellolampo sia innescata da tempo una bomba ecologica non è certo una novità, tanto che è stata anche avviata nei giorni scorsi un’indagine della magistratura riguardo eventuali contaminazioni delle falde acquifere, ma i numeri snocciolati riguardo la quantità presente di percolato (il liquido tossico che cola dai rifiuti misto alla pioggia) sono forse più foschi rispetto alle previsioni. Nel sottosuolo della discarica ci sarebbero infiltrazioni di percolato ormai pari a centomila tonnellate, a fronte delle trecento tonnellate che vengono rimosse al giorno. “Entro quindici giorni sapremo di preciso la quantità in merito – assicura sempre Romano -, dopo avere affidato ad una ditta di trivellazioni il compito di setacciare i terreno”.
Quella che copre l’Amia è una coperta troppo corta, i cui lati si accorciano sempre più. Anche riuscendo a tappare qualche buco. Infatti secondo i commissari a qualcosa si è riusciti a porre rimedio, come per esempio alla cronica indisponibilità di autocompattatori: cinque ne sono già arrivati, portando il parco macchine alla cifra di sessantatre. In più tre grandi, tre medi e sette piccoli ne arriveranno entro giugno, altri trentasette potrebbero essere in città dopo novembre.
A detta di Sorbello sono stati poi chiariti i termini del rapporto con i Comuni che scaricano anche loro i rifiuti a Bellolampo: “I conferimenti in discarica da ora avverranno con pagamento immediato. Ciò per evitare che in futuro possano ancora accumularsi crediti, dopo che i debiti dei Comuni nei confronti dell’Amia hanno toccato gli ottanta milioni di euro”. Cifra che intanto sta pensando in parte la Regione a ripianare, tramite appositi stanziamenti previsti nella Finanziaria da poco approvata.
Sulle sorti dell’azienda di via Nenni, infine, Lupi lascia qualche spiraglio: “Nei prossimi due anni deve essere completato il risanamento, con il raggiungimento del pareggio in bilancio. Solo allora Amia potrà camminare sulle sue gambe”.


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