Mettevano in scena falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni e lucrare sul risarcimento del danno. Con questa accusa la Squadra mobile di Enna ha denunciato 65 persone sospettate di avere commesso oltre 20 truffe, dal gennaio 2006 al febbraio 2011, ai danni di alcune compagnie assicurative dell’ennese. Le denunce, che sfociavano in cospicui risarcimenti, avvenivano anche con il conforto di falsi certificati medici, false testimonianze e con la complicità di alcuni avvocati. L’indagine, coordinata dal pm di Enna Marco Di Mauro, è stata avviata in seguito all’analisi dei dati statistici sui sinistri avvenuti in provincia: su quaranta agenzie assicurative presenti nell’ennese, infatti, ben dieci erano state costrette a chiudere.
Ora le compagnie interessate, che denunciano un danno di oltre 200 mila euro, hanno proposto denuncie-querele. I protagonisti dei falsi incidenti si interscambiavano i ruoli, a volte autori e responsabili del sinistro a volte danneggiati, ma seguendo sempre lo stesso copione. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di alcuni legali che, oltre ad essere personalmente coinvolti in alcuni incidenti stradali, avrebbero prestato la loro attività professionale in favore di responsabili e vittime dei falsi sinistri.
L’operazione che ha portato alla denuncia di 65 persone nell’ennese è stata denominata “Postumio”, dal nome del repubblicano romano che insieme al complice Pomponio all’epoca dell’antica Roma ‘invento’ le frodi all’assicurazione fingendo il naufragio delle proprie navi. Le indagini, tutt’ora in corso, sono scaturite dallo studio e dall’approfondimento di un anomalo incremento delle polizze assicurative a seguito del moltiplicarsi delle denuncie di incidenti stradali da parte dei privati. I sinistri presi in esame si fondavano esclusivamente sulla compilazione del cosiddetto modello Constatazione amichevole di incidente (Cai), nei quali la responsabilità era sempre a carico di una sola parte. In nessuno degli episodi considerati è stata mai richiesta la presenza delle forze di Polizia – tranne una sola volta in cui vi è stata una testimonianza falsa – o l’eventuale presenza di testimoni.
Per quanto concerne gli incidenti con feriti, le patologie cliniche evidenziate nei referti medici erano sempre riferite da parte dei pazienti, che successivamente hano ottenuto cospicui risarcimenti; in nessun caso è stata mai riscontrata una frattura o una ferita. In otto casi su 21 il sinistro sarebbe stato provocato da una macchina agricola o da un autocarro, veicoli che non adottano il sistema del cosiddetto bonus-malus, ma pagano una tariffa fissa e, di conseguenza, non subiscono l’aumento della classe di merito per l’anno successivo qualora si siano resi responsabili di un sinistro. Ad alcuni degli indagati è stata contestata l’aggravante di avere determinato a commettere il reato alcuni minori.(

