ENNA – I tentacoli della mafia catanese sarebbero arrivati fino a Troina, comune dell’ennese. Un’organizzazione direttamente collegata ai Santapaola è stata azzerata dalla Squadra Mobile di Enna. La Dda di Caltanissetta ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di 12 persone (due sono latitanti) che avrebbero imposto il controllo criminale con la forza intimidatrice dell’appartenenza al clan criminale e la potenza di fuoco delle armi.
I catanesi arrestati sono Concetto Puglisi, 34 anni, conosciuto come “Concettu u Russu” e Maurizio Amendolia, 46 anni, di Camporotondo Etneo.
Fermato l’uomo che avrebbe fatto da “ponte” tra Enna e i boss di Aci Catena, piccolo centro catanese delle Aci, della famiglia Santapaola. Il referente di Cosa Nostra di Troina sarebbe Davide Schinocca: era lui che manteneva i rapporti con i maifosi della “Catina”: una sorta di anello di congiunzione con i vertici santapaoliani per avere direttive e relazionare sugli affari illeciti. I catanesi arrestati sono Concetto Puglisi, 34 anni, conosciuto come “Concettu u Russu” e Maurizio Amendolia, 46 anni, di Camporotondo Etneo.
Era la gestione dei videopoker e slot machines una delle sicure fonti di guadagno del sodalizio mafioso. Le macchinette erano illegale e non collegati all’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato. L’associazione era la monopolista della collocazione di tutti i videogiochi, che grazie ad alcune modifiche al software interno, si trasformavano, con l’inserimento di un codice da parte del gestore, in veri e propri strumenti del gioco d’azzardo.
Il gruppo sarebbe responsabile di furti, estorsioni, danneggiamenti ed anche una rapina a mano armata che doveva servira a foraggiare le casse della famiglia Santapaola di Aci Catena. L’indagine che è durata oltre due anni, attraverso intercettazioni e anche della collaborazione di alcuni cittadini, ha portato nei mesi a sequestrate numerose armi (anche clandestine), che servivano all’organizzazione per imporsi sul territorio con maggiore veemenza e pericolosità. Le “tecniche” estorsive utilizzate erano quelle “classiche”: furto di automezzi, di macchine agricole e bestiame; l’imposizione di forniture nonché il danneggiamento di veicoli ed altro.
Il potere criminale si sarebbe manifestato anche nel tentativo di condizionare l’attività politico amministrativa nel Comune di Troina, il cui sindaco, Fabio Venezia, da tempo e’ sotto scorta. Avrebbero provato a “pilotare” anche il risultato delle elezioni del 2013. I picciotti di Schinocca avrebbero “pressato” un consigliere comunale di Troina che sosteva l’attuale sindaco, “consigliando” caldamente di far mancare il supporto a Venezia (impegnato nelle attività “antimafia” finalizzate al rispetto della legalità), e di mettere invece a disposizione la propria carica per concedere favori “a chi ne avesse avuto bisogno”. Il malvivente avrebbero voluto “infiltrarsi” nell’organizzazione di alcune manifestazioni patrocinate dal Comune, come il gran galà equestre città di Troina.
Spietati e pericolosi. Nel 2014 tre catanesi fanno irruzione in una gioielleria: sono armati di un fucile a canne mozze e di due pistole. Una rapina con un bottino di enorme valore: riescono a portare via oro e preziosi. Mentre i titolari presi in ostaggio guardano svaligiare il loro negozio impotenti. Le intercettazioni permettono di ricostruire il piano criminale: Davide e Patrik Schinocca, insieme a Domenico Sotera con la collaborazione di altre tre persone forniscono la base logistica ai tre rapinatori inviati dai boss di Aci Catena.
Nell’esecuzione della misura nella provincia etnea ha fornito supporto alla polizia di Enna la Squadra Mobile di Catania. I due latitanti secondo gli investigatori sarebbero fuggiti all’estero.
LA NOTA ADDIO PIZZO CATANIA. Ci complimentiamo con la DDA di Caltanissetta e con gli uomini della Squadra Mobile di Enna che con l’operazione Discovery hanno posto un freno alle mire espansionistiche del clan Santapaola in provincia di Enna. Riteniamo che operazioni come quella odierna siano importanti per evitare che nei paesi dell’entroterra, spesso dimenticati perché fuori dal circuito mediatico, possa attecchire il luogo comune dell’assenza dello Stato, consapevoli tuttavia che l’azione delle forze dell’ordine debba necessariamente essere supportata dalla collaborazione dei cittadini e, soprattutto, dalle amministrazioni locali che dovrebbero, con la loro azione, contribuire alla effettiva affermazione della legalità.

