Crescono i contagi, scattano i divieti, aumenta l’attenzione sanitaria e sempre più persone cercano informazioni sull’epatite A: che sintomi dà e quali rischi si corrono? In Campania, l’infezione continua a far paura dopo il superamento dei 150 casi, mentre nuovi focolai si registrano anche nel Lazio. Al centro dell’allerta, ancora una volta, il consumo di frutti di mare crudi.
Campania, oltre 150 casi e divieto sui frutti di mare crudi
L’emergenza sanitaria resta alta soprattutto tra Napoli e Caserta, dove si concentra la maggior parte dei contagi. I ricoveri hanno superato quota 50 e riguardano pazienti con un’età media compresa tra i 30 e i 40 anni. Le condizioni cliniche, al momento, non risultano particolarmente gravi.
Dalle verifiche effettuate emerge un elemento comune: tutti i pazienti avrebbero consumato frutti di mare crudi, in particolare ostriche e cozze. Sulla base di questo dato, la Regione ha disposto un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di prodotti ittici crudi. Sono stati inoltre rafforzati i controlli nelle aree più frequentate, tra vicoli e piazze.
Lazio, focolai nella provincia di Latina
Un aumento dei casi si registra anche nel Lazio, con particolare riferimento alla provincia di Latina. Le segnalazioni hanno raggiunto quota 24 e coinvolgono diversi comuni, tra cui Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola e Terracina. I ricoveri attuali sono sei, tutti con condizioni stabili.
La Asl di Latina ha attivato una task force multidisciplinare sotto il coordinamento della Direzione Generale, con il coinvolgimento del Dipartimento di Prevenzione, del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), della Struttura di Igiene degli Alimenti di origine animale e dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, in raccordo con il SeReSMI e con l’Area Promozione Salute e Prevenzione della Regione Lazio.
Sono state inviate indicazioni operative ai Comuni e all’Ufficio scolastico provinciale, mentre medici e pediatri sono stati informati sulle misure di prevenzione da comunicare ai cittadini. Tra queste, l’attenzione all’igiene delle mani e il consumo di alimenti ben lavati, evitando prodotti crudi o poco cotti. È inoltre in corso una valutazione per un piano straordinario di monitoraggio degli allevamenti di molluschi.
Proteste a Napoli: crollano le vendite
Nel frattempo, a Napoli cresce la protesta degli operatori del settore ittico. Il calo delle vendite, stimato intorno al 50%, ha spinto circa cento titolari di pescherie a manifestare davanti al Comune.
Gli esercenti chiedono al sindaco Gaetano Manfredi chiarimenti e comunicazioni più precise rivolte alla cittadinanza dopo l’ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare crudi, adottata anche da altri Comuni.
Cos’è l’epatite A e come si trasmette
L’epatite A è un’infezione virale che colpisce il fegato ed è causata dal virus Hav. Si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di alimenti o acqua contaminati.
Tra le principali fonti di contagio ci sono cibi crudi o poco cotti, in particolare molluschi come cozze e ostriche, ma anche frutta e verdura non lavate correttamente. Il virus può diffondersi anche tramite contatto diretto con persone infette o, più raramente, attraverso rapporti sessuali non protetti.
Epatite A, i sintomi: quando sospettare l’infezione
Dopo un periodo di incubazione che varia tra due e sei settimane, l’epatite A può manifestarsi con sintomi diversi. Nei bambini può essere anche asintomatica.
Negli adulti i sintomi più comuni di epatite A sono affaticamento, febbre, nausea, perdita di appetito, dolori addominali e malessere generale. Possono comparire anche segnali quali ittero, urine scure e feci chiare. Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente in poche settimane.
Epatite A, cure e rischi dopo la comparsa dei sintomi
Non esiste una terapia antivirale specifica per l’epatite A. Il trattamento è sintomatico e si basa su riposo, idratazione e alimentazione adeguata.
La guarigione avviene generalmente senza conseguenze e conferisce un’immunità duratura. Le forme gravi sono rare, ma possono colpire soprattutto soggetti anziani o con patologie epatiche. La mortalità varia tra lo 0,1% e lo 0,3%, fino all’1,8% negli over 50.
Incidenza e diffusione
In Italia l’epatite A si presenta solitamente con casi sporadici o focolai localizzati, spesso legati al consumo di alimenti contaminati. Negli ultimi anni i casi sono diminuiti grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e alla disponibilità del vaccino.
Il vaccino in Italia
Il vaccino contro l’epatite A è disponibile e rappresenta uno strumento efficace di prevenzione. Non è obbligatorio, ma è raccomandato per categorie a rischio, tra cui viaggiatori verso Paesi ad alta endemia, operatori del settore alimentare, personale sanitario e soggetti con malattie epatiche.
Prevenzione: cosa fare
La prevenzione passa soprattutto da comportamenti corretti. È fondamentale lavare accuratamente le mani e consumare alimenti sicuri.
Si raccomanda di evitare frutti di mare crudi o poco cotti e di lavare bene frutta e verdura. In presenza di sintomi sospetti è importante rivolgersi al medico per una diagnosi tempestiva e per limitare la diffusione del virus.
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