L’Etna è tornato in una nuova fase parossistica con una fontana di lava dal cratere Voragine e una nube eruttiva che si sta spostando verso Sud-Sud-Ovest con caduta di materiale a Ragalna e Adrano. L’attività del vulcano ha avuto ripercussioni anche sul traffico aereo. L’Ingv ha registrato un forte aumento del tremore vulcanico. Il livello di allerta per l’aviazione è stato innalzato al rosso.
Tremore su livelli elevati
Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv di Catania, la nuova eruzione dell’Etna è collegata al rapido incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, iniziato intorno alle 21 di giovedì 6 agosto. I valori hanno raggiunto la fascia alta, mostrando inizialmente una tendenza a un ulteriore aumento. Nelle ultime rilevazioni il tremore si mantiene su livelli elevati, ma con un andamento in graduale diminuzione.
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Gli esperti hanno inoltre localizzato il centroide delle sorgenti del tremore nell’area del cratere Voragine, a una quota compresa tra circa 2.900 e 3.000 metri sul livello del mare. Nella desertica Valle del Bove si è intanto aperta una nuova bocca eruttiva a quota 2.750 metri. Da lì emerge un flusso lavico confinato nelle zone sommitali del vulcano. Flussi lavici sono presenti anche nella Valle del Leone.
Eruzione Etna, ripercussioni sul traffico aereo
In seguito all’intensificarsi dell’attività eruttiva, il Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) è stato portato al livello massimo, quello rosso. La nube di cenere prodotta dall’Etna ha influenzato l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. I voli in arrivo sono stati inizialmente sospesi fino alle 16 di venerdì 7 agosto. Lo scalo catanese è già tornato alla sua piena operatività. La Sac rende infatti noto che sono state ripristinate tutte le attività di volo in partenza e in arrivo.




