Esperti Facebook, è polemica | sulla selezione della Regione

Esperti Facebook, è polemica | sulla selezione della Regione

I sindacati di base: tanti regionali "avrebbero potuto liberamente aderire o meno al presunto atto d'interpello se fosse stato realmente pubblicizzato". E un lettore scrive: "Io ci ho provato, invano"

PALERMO – “Nessuno dei dipendenti regionali si è fatto avanti”. L’assessore Nelli Scilabra ha giustificato così la decisione presa dal dipartimento alla Formazione professionale di cercare gli esperti in comunicazione e social network fuori dai palazzi della Regione. Su 16.000 dipendenti, insomma, nessuno aveva risposto – come ha raccontato l’assessore – all’atto di interpello interno all’amministrazione fatto a fine marzo. A qualcuno è sembrato strano, e infatti adesso c’è chi – tra i dipendenti regionali – esce allo scoperto, e denuncia di aver risposto eccome al “bando” interno, ma di non aver ricevuto “uno straccio di risposta”.
“Sono un dipendente della Regione esperto in informatica per il web e in comunicazione pubblica, sociale ed istituzionale, laureato con centodieci e lode – racconta un lettore – . Nel 2011, per avere attivato e amministrato gli account istituzionali di un programma riguardante il FEASR sui principali social network (facebook, twitter, linkedin, youtube), sono stato invitato come relatore dell’amministrazione ad un convegno internazionale. Ma sono ben altre le competenze possedute da un esperto in comunicazione proveniente da un impegnativo corso di studi universitari specificamente maturate all’interno di un’Amministrazione con dinamiche di lavoro che non sempre lo rendono agevole, data anche la sua natura istituzionale rivolta alla cittadinanza la quale, spesso con piena ragione, non la vede di buon occhio”.
“Avendone titolo – continua, quindi, il dipendente – ho risposto all’atto d’interpello del dipartimento dell’Istruzione per rivestire il profilo professionale di ‘coordinamento generale’ e, in subordine, di ‘Social Media’. La presentazione dell’istanza di adesione alla ricerca l’ho effettuata come richiesto, entro i termini di sette giorni e con le modalità vessatorie nei confronti dei dipendenti (raccomandata A/R del costo superiore a 5 euro), oltre che inusuali stabilite dall’atto stesso tendente, a mio avviso, ad escludere il più possibile ogni riscontro positivo; prova ne sia che la comunicazione dell’appello è rimasta oculatamente defilata, se non proprio oggetto di nascondimento. Nonostante ciò ho aderito pensando che, pur potendo dare il mio apporto costruttivo, sarei stato escluso in un modo o nell’altro ma non mi aspettavo che sarei stato ignorato. E questo tenendo sempre presente che per questo lavoro non avrei ricevuto nessun compenso aggiuntivo, facendo risparmiare all’amministrazione, cioè ai cittadini, i soldi per pagare gli esterni”.
Nel frattempo, anche la Cobas-Codir attacca l’assessore Scilabra: “Ha dichiarato che tra i 16.000 dipendenti regionali non sarebbero state trovate, attraverso un presunto atto d’interpello, figure professionali ritenute necessarie all’attività di comunicazione – scrive il sindacato – . Ma tra di essi esistono tantissime unità di personale esperte nelle attività ricercate. Persone che avrebbero potuto liberamente aderire o meno al presunto atto d’interpello se fosse stato realmente pubblicizzato attraverso la pubblicazione, secondo le previste procedure di divulgazione, sul sito istituzionale del dipartimento della Funzione Pubblica (nel quale, ad oggi, non vi è alcuna traccia)”.
“Inoltre – continua la nota – non risponde assolutamente al vero che nessun dipendente regionale vi abbia partecipato, come segnalato da qualche dipendente in possesso anche della ricevuta di presentazione dell’istanza. Per questi motivi si chiede il ritiro del bando in questione o, in subordine, la sua riformulazione”.
Ma il responsabile del Piano giovani, Mimmo Giubilaro, smentisce: “Non mi risulta affatto, al dipartimento non è arrivata alcuna adesione, altrimenti saremmo stati costretti ad utilizzare il personale interno”.

 


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