PALERMO – Una raffica di esposti e controlli. La costruzione del “bosco verticale” in via Pasquale Calvi, a Palermo, è diventata una guerra a colpi di carta bollata. Da oggi diventa anche un caso giudiziario.
Le società Hera Real Estate srl di Milano e Pitittu srl di Roma, rispettivamente committente e appaltatrice dei lavori, hanno presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Palermo.
Chiedono, tramite l’avvocato Maurizio Mazzara, di verificare la sussistenza di ipotesi di “calunnia, simulazione di pericolo, procurato allarme, diffamazione e violenza privata”. Insomma il clima si è fatto pesantissimo.

Dalle macerie dell’ex palazzo del Monte dei pegni della Sicilcassa, abbattuto ormai da mesi, deve sorgere un edificio privato ad emissioni zero. Il progetto annuncia “moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficientamento energetico ed integrazione del verde urbano”. Qualcosa di simile al bosco verticale tanto ammirato a Milano.
I ritardi e gli intoppi
Il cantiere sta subendo intoppi e ritardi. La causa, si legge nell’esposto, è “il clima di pressioni, sospetti e paura” che si è creato attorno al progetto.
“La misura è colma. I controlli sono legittimi e necessari. Tutto deve essere e nel nostro caso è in regola, ma se sono pretestuosi diventa impossibile fare impresa”, spiega l’avvocato Mazzara.
Il primo campanello di allarme, così come ricostruito nell’esposto, risale ad un anno. “Non sapete cosa vi deve ancora arrivare”, avrebbero detto un paio di uomini che bazzicavano in zona controllando ogni centimetro quadrato del nascente cantiere. Le visite si sono ripetute con il piglio da ispettori.
Da lì quella che viene definita una “impressionante successione di esposti, segnalazioni, richieste ispettive e controlli amministrativi provenienti da una pluralità di enti”.
Sono stati segnalati presenza di polveri sottili e amianto, rischi ambientali, pericoli per studenti (il palazzo sorgerà accanto alla scuola Thomas More), carenze strutturali.
“Le contestazioni mutavano costantemente oggetto in funzione dell’esito negativo delle precedenti verifiche ispettive”, spiega il legale. Della serie, riscontrata l’assenza di un problema ne veniva segnalato subito uno nuovo.
Dai controlli di “Asp, Arpa Itl, Nopa le violazioni non sono mai emerse”, aggiunge l’avvocato che si mette nei panni di chi è obbligato a controllare se riceve una segnalazione.
L’ultimo controllo legato alla gru
L’ultimo caso riguarda la gru. C’è un esposto presentato all’Asp, alla polizia municipale, all’ispettorato del lavoro e alla direzione del Thomas More. Si punta il dito contro la rotazione del braccio meccanico vicino alla scuola. La tragedia di via Ruggero Marturano, dove il 10 aprile scorso hanno perso la vita due operai, potrebbe avere influito sul clima di paura.
Così non si può andare avanti, dicono le società che denunciano “gravissime ripercussioni economiche e commerciali”. Le case sono state quasi tutte vendute prima ancora di essere costruite e i proprietari cominciano a stancarsi di guardare sempre e solo un progetto sulla carta.
“La gente che ha comprato casa si fa avanti, ha manifestato timori e poi ci sono i riflessi riflessi occupazionali negativi” conclude il legale.

