"Essere moglie | di un carabiniere" - Live Sicilia

“Essere moglie | di un carabiniere”

Il testo che la vedova di Mario Cerciello Rega ha letto in Chiesa durante il funerale

CARABINIERE UCCISO
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Davanti a una folla commossa, Rosa Maria, vedova di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma da uno studente americano, ha letto un testo che da anni circola anche su Facebook, nei gruppi dedicati alle mogli e fidanzate dei militari. S’intitola “Essere moglie di un carabiniere”. Nel momento del dolore, la donna ha chiesto di non essere inquadrata.

Ecco il testo completo:

A mia moglie

Un giorno il buon Dio stava creando un modello di donna da destinare a moglie di un carabiniere. Era al lavoro quando un angelo disse: «Signore, mi sembra che voi vi stiate preoccupando troppo. Perché deve essere così diversa dalle altre donne?».

Il Signore rispose: «Questa donna deve essere indipendente, possedere le qualità di un padre e di una madre a tempo stesso. Essere una perfetta padrona di casa per quattro invitati come per quaranta, anche se preavvisata solo un’ora prima. Deve essere sempre attiva e intraprendente, far fronte a tutte le necessità. Essere capace di svolgere allegramente le sue mansioni anche se è stanca o ammalata, ed essere capace di cambiare casa, abitudini e amicizie spesso e all’improvviso».

L’angelo scosse la testa: «Impossibile!». Il Signore proseguì: «La doteremo di un cuore particolarmente forte, capace di sopportare il dolore delle separazioni, di dare Amore senza riserve, di offrire energie al marito nei momenti più difficili e di continuare a lottare anche quando è carico di lavoro e stanco».

«Signore», disse l’angelo, toccandogli il braccio dolcemente. «Andate a coricarvi e riposatevi un po’, potrete terminare domani». «Non posso fermarmi adesso», disse il Signore. «Sono così vicino alla creazione di qualcosa di unico». «Questo tipo di donna si curerà da sola quando è malata, saprà dire arrivederci a suo marito su di un molo, in un aeroporto o in una stazione, comprendere perché è importante che egli parta e aspettarlo con rispetto».

L’angelo si avvicinò al modello di donna lo guardò da vicino e sospirò: «Sembra ben fatta, ma ha l’aspetto troppo dolce», replicò il Signore. «Ma ha la forza di un leone, non immagini tutto ciò che è capace di sopportare».

Alla fine l’angelo si chinò e fece scorrere il suo dito sulla guancia di quella nuova creazione di Dio. «C’è una perdita!», esclamò. «Qualcosa non va in questa creatura». Il Signore parve offeso dalla mancanza di fiducia dell’angelo. «Ciò che tu vedi non è una perdita», disse, «è una lacrima!».

«Una lacrima? Perché dunque?», domandò l’angelo.

«È per la gioia, il dolore, la solitudine e la fierezza che solo la moglie di un Carabiniere prova ed è dedicata a tutti quei valori cui suo marito è legato e che lei farà suoi», disse il Signore dando vita a quella dolce creatura. Anche l’angelo, commosso, piange!».


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Commenti

    non ci sono parole ulteriori, solo il desiderio di far sapere a Rosa Maria ,che le siamo vicini,non possiamo comprendere il dolore che prova, ma anche se non conoscevamo Mario, lo consideriamo un grande amico che vegliava su di noi come tanti suoi colleghi per questo sono dispiaciuto e addolorato della sua perdita e anche orgoglioso che l’arma dei Carabinieri rappresenti con la loro divisa,l’Italia più onesta ,operosa e coraggiosa grazie Mario ,anche da parte di tutti quelli che non te l’hanno mai detto!non so se ti daranno una onorificenza, per me eri e resti un vero Eroe

    Condoglianze alla famiglia che continuerà a soffrire in solitudine dopo l’onda mediatica, ma episodi del genere devono far riflettere politica e magistratura sulle regole di ingaggio e sull’applicazione delle leggi che spesso penalizzano le forze dell’ordine (è sempre facile giudicare da una scrivania leggendo una perizia di soggetti che in certe situazioni non si sono mai trovati). Le Ferze dell’ordine hanno sempre fatto pulizia al loro interno cosa che altri apparati dello Stato non fanno (e se ne sentono delle belle), pertanto sempre fiducia che si deve tramutare in fornitura di mezzi e formazione continua uomini per garantire sicurezza a tutti ma anche a se stessi.

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