CATANIA – Proseguono le attività di protezione civile connesse alla colata lavica attiva in Valle del Bove, sul versante orientale dell’Etna. Nel corso della giornata si sono svolte due riunioni in videoconferenza nell’ambito del sistema di protezione civile.
La prima è stata indetta dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale. Ha partecipato la Protezione Civile della Regione. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). È stata finalizzata all’esame della situazione vulcanologica e alla definizione degli scenari evolutivi del fenomeno.
L’allerta gialla confermata
Nel corso della riunione è stato confermato il livello di allerta nazionale giallo. L’INGV ha rappresentato che, anche nel caso di mantenimento dell’attuale tasso di alimentazione della colata o di un suo raddoppio, non si configurano scenari di rischio per i centri abitati più prossimi.
Alle ore 18.00, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha convocato una riunione di coordinamento territoriale. Presenti i Sindaci dei Comuni che hanno adottato ordinanze di regolamentazione degli accessi.
Attivo il cancello sul sentiero di Pietracannone
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Prefettura, Questura, Corpo Forestale della Regione Siciliana, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e Servizio 118. In chiusura dei lavori è intervenuto anche il Presidente del Parco dell’Etna, al quale è stata richiesta una comunicazione più efficace sui rischi vulcanici e un rafforzamento della segnaletica informativa.
È stato inoltre confermato che risulta attivato il cancello sul sentiero di Pietracannone, presidiato dal Corpo Forestale della Regione Siciliana, e che è in atto una vigilanza dinamica da parte della Polizia di Stato. Alla luce delle valutazioni tecniche, la colata lavica risulta attualmente scarsamente alimentata e non determina alcun pericolo per i centri abitati.
La situazione resta tuttavia oggetto di monitoraggio costante. Eventuali variazioni del flusso lavico saranno prontamente valutate e comporteranno, se necessario, una rimodulazione delle misure e dei servizi di protezione civile.

