“In riferimento all’emergenza legata all’eccezionale attività eruttiva dell’Etna, in corso dal 6 agosto, e alle ripercussioni sull’operatività degli scali di Catania, Comiso e Palermo, Enac informa che sta mettendo in atto tutte le misure di coordinamento monitorando l’evoluzione della situazione a garanzia della sicurezza dei voli”. Lo si legge in una nota dell’Ente nazionale per l’aviazione civile.
La gestione dello spazio aereo
La gestione operativa dello spazio aereo – si spiega nella nota – è assicurata dal Comitato di Crisi (Nco), immediatamente istituito, che opera in stretto coordinamento con Enav, Ingv, Aeronautica Militare e Sac, il gestore aeroportuale, assumendo le decisioni necessarie sulla base dell’evoluzione sia del fenomeno vulcanico sia della direzione dei venti.
Il continuo scambio informativo con i vettori aerei e gli handler, consente di coordinare le misure necessarie al fine di contenere i disagi con l’obiettivo principale di tutelare la sicurezza dei voli. La presenza di cenere vulcanica e la prevalente direzione dei venti verso sud, determinano significative limitazioni operative, con la conseguente chiusura totale dello spazio aereo, che interessa l’aeroporto di Catania, comportando cancellazioni e riprogrammazioni dei voli su altri scali, soprattutto sull’aeroporto di Palermo, in un periodo caratterizzato da elevati volumi di traffico aereo.
“Invitiamo tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto. Continuiamo a vigilare affinché siano garantiti la sicurezza dei voli, assistenza, informazione e diritti dei passeggeri, con particolare attenzione alle persone con disabilità e a ridotta mobilità, monitorando l’evoluzione del fenomeno eccezionale e adottando ogni misura necessaria nell’ambito delle competenze dell’Ente”, afferma il direttore generale, Alexander D’Orsogna.
Leggi anche
La ‘tempesta perfetta’
“Su questa attività dell’Etna che dura ormai da diversi giorni si può parlare di tempesta perfetta perché si sono verificate tre condizioni”. Lo ha detto il vulcanologo dell’Ingv di Catania Mario Mattia. “La prima – ha spiegato – è l’attività esplosiva sostenuta con una costante emissione di cenere. Seppur in passato si verificarono delle fontane di lava dal cratere di sud-est, questa attività, sostenuta e quasi continua del cratere Voragine, è un po’ una novità di quest’anno”.
“Si è poi associata un’altra condizione diciamo inusuale, che è quella dei venti costanti da nord verso sud che spingono la cenere proprio sopra Catania e l’aeroporto. In realtà – ha specificato – la direzione dei venti dominante, quella che in genere prevale, è verso est. In tal senso ci furono anche delle polemiche quando la maggior parte della cenere ricaduta dalle fontane di lava degli anni passati avveniva nel versante orientale sui Comuni di Zafferana, Santa Venerina, Giarre, Acireale che avevano i tetti pieni e le strade invase dalla cenere”. Mentre “stavolta, per una coincidenza, questa condizione meteorologica molto stabile e molto ferma che con questi venti costanti ha creato questa condizione insolita. “Se infine – ha concluso – ci aggiungiamo che siamo sotto ferragosto, che è la terza condizione, diciamo per questo che si è creata la tempesta perfetta”.




