Fabrizio Nizza incastra il fratello: |"Ecco gli affari illeciti di Andrea"

Fabrizio Nizza incastra il fratello: |”Ecco gli affari illeciti di Andrea”

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Tutti i verbali del collaboratore di giustizia Fabrizio Nizza.

Il boss di librino
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2 min di lettura

CATANIA – Fabrizio Nizza incastra il fratello Andrea, ricercato dalle forze dell’ordine da quasi due anni. L’uomo d’onore di Librino è diventato collaboratore di giustizia nel 2015 e le sue rivelazioni hanno permesso di ricostruire la mappa della mafia di Librino e San Cristoforo. A capo dell’impero criminale ci sarebbe suo fratello Andrea, che avrebbe creato un gruppo di uomini fidati per gestire i vari affari: droga, armi ed estorsioni. Al latitante il Mensile S attualmente in edicola ha dedicato uno speciale (CLICCA QUI).

Interrogato dai magistrati, Fabrizio Nizza spiega che Andrea aveva reagito con gli uomini del suo gruppo nei confronti degli appartenenti al clan avversario dei Cappello e in particolare agli uomini di Salvo Massimiliano Salvo detto “U carruzzeri”. “Matteo Orlando -continua Fabrizio Nizza – è detto “L’esaurito”, fa parte del clan Santapaola, quando ci ho avuto a che fare nel 1998 era con Turi Amato, nel 2000/2001 fu arrestato per rapina in Puglia. Quando sono uscito nel 2007 l’ho visto e ho chiesto di lui a Daniele che mi disse che in quel periodo non apparteneva ad alcun gruppo e si era messo a disposizione del nostro gruppo per ogni necessità mafiosa. Quando fui arrestato e portato a Siracusa dopo un po’ di tempo venne arrestato anche Orlando e quando lo incontrai in carcere mi disse il discorso che i Cappello volevano togliere le piazze di spaccio al nostro gruppo e mio fratello aveva reagito con il suo gruppo di cui mi fece i nomi e tra cui vi era anche Scordino Danilo, Filippo, Melo Sessa e Giovanni Cavallaro. Anche lui personalmente si era messo con Andrea e con il suo gruppo per risolvere a nostro favore la questione. Lo stipendio in carcere dell’Orlando veniva pagato dal gruppo Amato per come mi rassicurò Alfio Amato”.

Andrea Nizza, secondo quanto svela il fratello pentito ai magistrati, in passato ha partecipato all’acquisto a credito di mille chili di stupefacenti dall’Albania. “Nel 2006 – si legge nei verbali del collaboratore Nizza – mentre io e mio fratello Daniele eravamo in carcere, mio fratello Salvatore trafficava con un gruppo di lentinesi da cui aveva acquistato insieme a …100/200 chili di marijuana proveniente dall’Albania. Dopo poco, Salvatore ci disse a colloquio in carcere che era riuscito a prendere contatti direttamente con gli albanesi senza la mediazione dei lentinesi. Quando fu scarcerato Daniele, fecero arrivare un carico di 500 o 1.000 chili di marijuana dall’Albania”.

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