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Per vivere solo innovare, crescere e competere? Qualche lampada in più nelle gallerie da Palermo a Cefalù? Qualche iniziativa per velocizzare una radiografia e non morire prima del tempo? Qualche iniziativa per migliorare servizi idrici e di manutenzione? L'idea dei soldi in più per vivere meglio.
Una legge senza senso.
la giustificazione del "prestito" è un classico ed ha retto molte volte in sede dibattimentale nei processi per con concussione e corruzione. Se non viene presa per buona in primo grado, in secondo grado quando l'aspetto mediatico della vicenda si è stemperato, il contraddittorio si ribalta ed allora è la Procura che deve dimostrare che di prestito non si sia trattato; la procedura penale funziona così. Cosa invero non facile, anche se secondo buon senso è poco verosimile che prestiti tra due privati avvengano con queste modalità; scambio di denaro al bar, in modo pressocchè "furtivo", con scambio di buste subito occultate e cellulari accuratamente lasciati fuori dal locale. Il tutto in occasione in cui ha corso il fatto che sottintende l'accordo corruttivo. Poi, andando a ritroso si apprende pure che sono esistiti analoghi precedenti episodi che, per l'appunto, hanno comportato una condanna in primo grado e che non hanno retto in appello. Che ci sono storni per oltre 130 mila euro dai conti dell'ACI a quelli personali dell'indagato e che sembra manchino le pezze di appoggio che giustifichino il giro di questi fondi. Poi a monte esiste un buco nero di oltre 6 milioni di euro nei conti dell'ACI, che l'Ente ha patrimonio netto negativo, che l'amministratore non ha mai interessato il Tribunale per chiedere la gestione giudiziale con nomina commissariale. Non dico la liquidazione giudiziale, perchè secondo il vecchio ordinamento l'ACI non può essere considerato soggetto fallibile, ma una procedura di gestione trasparente sotto controllo del Tribunale è da ritenere fosse il minimo. Probabilmente sarebbe stato meno agevole stornare fondi da un conto all'altro senza che prima ci fosse un esame più attento sulle "pezze di appoggio".
Queste notizie si commentano da sole, forse occorre una riflessione sulla qualità di questa classe dirigente, sui suoi referenti politici e su elettori a cui questo sistema va bene da settanta anni
Sante parole di Giambrone. Ritrovate l'unità davvero sui programmi e da li individuare il candidato alla Presidenza. Si è perso tempo cosi si favorisce soltanto la destra impedendo anche questa volta un alternanza degli schieramenti politici di governo.


C’è poco da girarci attorno. L’anticipo di dieci minuti è stato da parte degli organizzatori finalizzato ad evitare le contestazioni di chi non era ancora arrivato sul posto e che già l’anno scorso aveva portato striscioni e gridato slogan contro alcuni sepolcri imbiancati delle istituzioni come evidenziato opportunamente più volte da Alfredo Morvillo.
Pare riduttivo legare quel “minuto di antimafia” soltanto ai “reiterati dissidi” nell’antimafia, a fronte di una presenza di ministri, sottosegretari e vari del governo Meloni che, per dirne solo una, in questo giorno si è servito di Falcone e Borsellino per colpire Saviano, uno che di mafie rischia di morire e che da vent’anni vive in libertà limitata. Per non parlare del governo regionale che con estrema sensibilità ha pensato alla donazione del sangue nel giorno di Falcone… per non(?) dimenticare.
Ma se vogliamo allinearci al pensiero tranquillizzante, tanto, aspetteremo un altr’anno per riparlarne, diciamo che è tutto un discorso tra ri iddi. E citando un giornalista che qualche anno fa individuava fra le antimafie un’antimafia col pennacchio, siamo sicuri che anche quest’anno possiamo parlare di un’antimafia col pennacchio: quella che “la memoria non è un cronometro”.