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De Luca tra lo strusciarsi e lo struscio. Strusciarsi a Schifani dopo avergliene dette, e lo struscio per mettersi in mostra nel campo, stretto o largo che sia, dell'opposizione, ma pronto, per usare un altro verbo deluchino, a rinculare, se è vero che oggi un giornale siciliano titola "De Luca flirta con Lombardo".
ANTOCI E' LUI IL VERO CANDIDATO PER IL FRONTE PROGRESSISTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! HA PIU' SPESSORE DI UN LA VARDERA O UN DE LUCA
Faccine che ridono? Perché meravigliarsi? Sino a ieri, per dirne una, la parola Cutro non trovava spazio nelle piattaforme che guardano con simpatia a destra, altre parole e parolacce sui migranti guazzavano e guazzano in libertà: dai tempi di Salvini agli Interni a questi di Meloni a capo del governo è stato un dagli all'invasore con le parole le opere e le omissioni. Ma perché questa volta un mezzo navale s'è fatto sei ore di traversata per raccogliere i resti di uno dei tanti guppi di sventurati in fuga? Dopo quello dei dimissionati, è forse un ulteriore effetto della batosta referendaria?
Preparate la IX e la X perchè Palermoo è tutta una discarica
“La mia candidatura nasce dalla combinazione passione e amicizia”. Amicizia come limite, perché selettiva nella passione politica o in politica tout court.


C’è poco da girarci attorno. L’anticipo di dieci minuti è stato da parte degli organizzatori finalizzato ad evitare le contestazioni di chi non era ancora arrivato sul posto e che già l’anno scorso aveva portato striscioni e gridato slogan contro alcuni sepolcri imbiancati delle istituzioni come evidenziato opportunamente più volte da Alfredo Morvillo.
Pare riduttivo legare quel “minuto di antimafia” soltanto ai “reiterati dissidi” nell’antimafia, a fronte di una presenza di ministri, sottosegretari e vari del governo Meloni che, per dirne solo una, in questo giorno si è servito di Falcone e Borsellino per colpire Saviano, uno che di mafie rischia di morire e che da vent’anni vive in libertà limitata. Per non parlare del governo regionale che con estrema sensibilità ha pensato alla donazione del sangue nel giorno di Falcone… per non(?) dimenticare.
Ma se vogliamo allinearci al pensiero tranquillizzante, tanto, aspetteremo un altr’anno per riparlarne, diciamo che è tutto un discorso tra ri iddi. E citando un giornalista che qualche anno fa individuava fra le antimafie un’antimafia col pennacchio, siamo sicuri che anche quest’anno possiamo parlare di un’antimafia col pennacchio: quella che “la memoria non è un cronometro”.