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Ma anche no...
Se si dovesse candidare romano prenderebbe almeno 80 per cento dei voti.
Basta sarà solo quando i politici locali smetteranno di andare dai boss di turno in ogni campagna elettorale per avere e ottenere voti elettorali
Che gente! Basta mafie!
In una città gestita in questo modo il consenso del sindaco tra i suoi elettori non può che crescere, non ha scontentato nessuno e non sembra avere alcuna intenzione di cambiare rotta pertanto è probabile venga rieletto


C’è poco da girarci attorno. L’anticipo di dieci minuti è stato da parte degli organizzatori finalizzato ad evitare le contestazioni di chi non era ancora arrivato sul posto e che già l’anno scorso aveva portato striscioni e gridato slogan contro alcuni sepolcri imbiancati delle istituzioni come evidenziato opportunamente più volte da Alfredo Morvillo.
Pare riduttivo legare quel “minuto di antimafia” soltanto ai “reiterati dissidi” nell’antimafia, a fronte di una presenza di ministri, sottosegretari e vari del governo Meloni che, per dirne solo una, in questo giorno si è servito di Falcone e Borsellino per colpire Saviano, uno che di mafie rischia di morire e che da vent’anni vive in libertà limitata. Per non parlare del governo regionale che con estrema sensibilità ha pensato alla donazione del sangue nel giorno di Falcone… per non(?) dimenticare.
Ma se vogliamo allinearci al pensiero tranquillizzante, tanto, aspetteremo un altr’anno per riparlarne, diciamo che è tutto un discorso tra ri iddi. E citando un giornalista che qualche anno fa individuava fra le antimafie un’antimafia col pennacchio, siamo sicuri che anche quest’anno possiamo parlare di un’antimafia col pennacchio: quella che “la memoria non è un cronometro”.