No al fallimento del Palermo Calcio | "Non fu una sentenza pilotata"

No al fallimento del Palermo Calcio | “Non fu una sentenza pilotata”

Commenti

    Chissenefrega se la città non avrà più una squadra. Io odio il calcio e le tifoserie delinquenti. Meglio così, meno servizi di ordine pubblico a spese di chi non è tifoso, più tutori dell’ordine da utilizzare in servizi più Seri ed efficienti.

    Ma io ME NE FREGO SE FALLISCE ANZI FALLIRÀ COSÌ UN PO DI CONVITI DI ESSERE SUPERIORI A TUTTI DI CALARE LE CORNA E ANDATE A TROINA IN TRASFERTA AD ACIREALE. NON CHIEDO SCUSA E CONFERMO QUELLO CHE DICO.
    IO PENSO E PENSEREI A COSE PIÙ SERIE NO SE LA CITTÀ NO HA SQUADRA. SIETE UNA BARZELLETTA, UNA FARSA. BUONA D

    Il calcio è un fatto sociale una città senza calcio è un dramma sportivo. Il calcio è lo sport Italiano.

    Salvo Cassarà,
    tutte le città hanno una squadra. Dire che non te ne frega nulla della squadra significa dire che non te ne frega nulla della città! Trasferisciti in Padania da Salvini, grazie!

    Chissenefrega se Salvo Cassarà odia il calcio! Miliardi di persone al mondo lo amano!

    Fabio quello che dici può avere senso a Montecarlo o Dubai dove gli abitanti ed i tifosi sono tutti ricchi. Qui da noi prima del calcio vengono l’economia, le notizie di borsa, i nostri conti correnti e gli investimenti finanziari. Quando il livello medio di ricchezza degli italiani sarà pari a quello degli Emirati Arabi allora ci potremo dannare principalmente per la squadra di calcio.

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Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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