La Vardera: “Cosa accadrà alle regionali: oggi scioglierò la riserva”

La Vardera: “Cosa accadrà alle regionali: oggi scioglierò la riserva”

Ismaele La Vardera
Il leader di Controcorrente festeggia un anno del movimento, con un annuncio ufficiale...

PALERMO – “Avevo proposto le primarie, correrò da solo…”. Quale sarà lo slogan? “Perché? Sono candidato presidente?”. Ismaele La Vardera convoca i militanti per festeggiare il primo anno del movimento Controcorrente. Ha radunato esponenti del mondo professionale e civico. Sembra proprio che ci siano tutte le premesse per ufficializzare l’inizio della campagna elettorale per le regionali.

Attesa per l’annuncio ufficiale, ma prima ci sono alcune questioni che scottano, dal divorzio col ‘Campo largo’ alla strategia. L’intervista.

È passato appena un anno, sembra una vita.
“Sembra una vita perché il nostro movimento è riuscito a imporsi sul panorama regionale, non sulla scorta di alleanze romane, ma sulla base di battaglie concrete che ci hanno visto protagonisti e hanno fatto affezionare i siciliani. Nessuno avrebbe mai creduto che in un solo anno noi riuscissimo a essere oggi la prima forza di opposizione e il secondo partito in Sicilia, secondo quanto ha certificato il sondaggio di Swg”.

Come è nata questa avventura?
“Per un’esigenza oggettiva di non andarmi a collocare in forze politiche esistenti, ma per far nascere un movimento civico che parli al cuore dei siciliani. Quando ero al gruppo misto avevo due strade: o entrare in un big partito e le occasioni non mi sono mancate, o scegliere un percorso più difficile e più pericoloso, fondare un nuovo movimento che pescasse tra coloro che non vanno a votare”.

Tutto è iniziato con l’addio a Cateno De Luca
“È stato un momento difficile, lasciare la casa che io stesso avevo fondato”

Le vostre strade potrebbero incontrarsi di nuovo?
“Io in questo momento non devo pensare ad alleanze, ma a creare un movimento che parli al cuore dei siciliani. Non possiamo e non vogliamo parlare di alleati abbiamo deciso di andare da soli”.

Qualche mese fa ha lanciato l’ultimatum al centrosinistra sulle primarie, poi cosa è accaduto?
“Il silenzio più totale, non solo, presunti alleati, anziché vedermi come una risorsa del fronte alternativo a Schifani, mi hanno vissuto come una minaccia”.

Il riferimento è al M5s e anche a pezzi del Pd che hanno criticato l’emendamento ‘fake’?
“Il riferimento è a tutte quelle forze che oggi sono chiamate a costruire un’alternativa e che hanno lasciato cadere nel vuoto il mio appello. Non ho mai avuto una risposta sulle primarie, non ho mai avuto informazioni sulla strategia che dobbiamo mettere a terra per scalzare il governo Schifani, mi sembra quasi che si navighi a vista e che non si creda a una possibile vittoria”.

Parla ancora al plurale, da componente della coalizione?
“Parlo al plurale perché credo nella reale esigenza di costruire un’alternativa, a patto che lo si voglia veramente. Però nel frattempo non posso stare ad aspettare e oggi lo capirete”.

L’altra parte del ragionamento di due mesi fa, dopo l’aut-aut, era la tentazione di correre da solo come candidato presidente. È questo il grande segreto che sarà annunciato oggi?
“Radunerò il movimento a Palermo e presenterò, grazie all’immenso lavoro che hanno fatto i presidenti dei dipartimenti, le prime proposte concrete per cambiare la Sicilia. In barba a chi dice che il nostro è solo un movimento di protesta”.

Chi ci sarà in sala?
“Medici, imprenditori, liberi professionisti, i cosiddetti cervelli in fuga dimostreranno che il movimento non è solo Ismaele La Vardera, ma una grande squadra. Inutile poi nascondere il rapporto di lealtà che ho con gli amici di Avs. In tempi non sospetti hanno fatto un comunicato nazionale importante di apprezzamento e poi non posso dimenticare le battaglie fatte insieme sulla Questione morale. I coordinatori regionali Giambrone, Minniti e Montalto ci saranno e davanti a loro annuncerò una notizia importante, Condorelli non mi faccia aggiungere altro”.

Chi ha invitato delle personalità politiche?
“Ho lanciato un appello pubblico a tutte quelle forze che vogliono aprire un fronte serio che vuole vincere. E non ho fatto inviti personali, vediamo oggi chi verrà. L’unico invito che ho fatto è all’amico Carmelo Miceli, segretario regionale di Progetto civico Italia, perché credo che i civici possano essere centrali in questa nuova costruzione”.

Fatte queste premesse, sarebbe disposto a partecipare a eventuali primarie del centrosinistra?
“Sono stato il primo a proporle, ma dato il silenzio sono rimasto l’unico, adesso si vedrà. E nessuno potrà imputarmi di aver fatto fughe in avanti, semmai sono gli altri che mi hanno costretto a fare questo. Ma se vogliono ci sarà sempre tempo per ragionare”.

Si vocifera che ci siano esponenti del movimento 5 stelle e del Pd che sarebbero tentati di scendere in campo alle regionali con lei
“Lo confermo, ho sollecitazioni di pezzi importanti di esponenti del Pd e del M5s che comprendono che sono l’unico candidato in grado di portare un movimento proprio con un’annessa lista e che quindi mi vedono come un candidato davvero competitivo”.

E quindi è candidato presidente, è ufficiale?
“Oggi lo scopriremo”.

Qual è la cosa della quale si pente amaramente dell’ultimo anno?
”Bella domanda, mi mette in difficoltà. A volte mi chiedo, vista la vita che sto avendo e le tante difficoltà che sto affrontando, se non fosse stato meglio girarmi dall’altra parte, ad esempio sulla vicenda di Mondello. Però poi rispondo che da quando sono stato eletto ho promesso ai miei elettori di non girarmi mai dall’altra parte”.

Quale sarà lo slogan?
“Perché, sono candidato presidente?”

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