“Costernati” dalle dichiarazioni rese in Commissione antimafia ieri dall’ex ministro della Giustizia Giovanni Conso. Così, in una nota, l’Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze che ritengono ora “‘doveroso essere informati quando lo Stato scopri’ che la mafia voleva abolito il 41 bis o sarebbe stata strage? Prima o dopo le stragi del 1993?”. “Se l’informativa c’era già prima della strage di Firenze – prosegue la nota -, allora non capiamo perché decisione simile a quella del ministro Conso del 4 novembre 1993, al momento del fallito attentato all’Olimpico, non fu presa in tempo utile per evitare il massacro di via dei Georgofili. Se l’informativa sulla mafia ormai allergica al 41 bis viene resa nota invece dopo tutte le stragi del ’93 e in prossimita’ di quella fallita all’Olimpico, resta incomprensibile perché quando nel processo di Firenze si parla di trattativa e in giro ormai anche i sassi sanno che i morti di Firenze sono legati al 41 bis, il ministro Conso e tutti gli altri non hanno parlato nelle sedi giuste, e lo fanno ora con 17 anni di ritardo in una sede che non può certo condannarli neppure moralmente. Cominciamo a pensare – conclude la nota dell’Associazione – che le nostre cause civili non dovrebbero essere orientate verso la mafia stragista, ma verso uno Stato non all’altezza della situazione mentre deve difendere i suoi cittadini”.
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