PALERMO- L’ipotesi di reato viene derubricata dal favoreggiamento alla meno grave “rivelazione di segreti concernenti un procedimento penale”. Il giudice per l’udienza preliminare Walter Turturici ha condannato a otto mesi di carcere il dirigente regionale Marco Montoro.
La sua posizione è strettamente legata a quella di Anna Rosa Corsello, indagata e sospesa (provvedimento poi annullato dal Riesame) per istigazione alla corruzione: secondo i pm, quando era capo del dipartimento della Formazione professionale avrebbe chiesto al rappresentante del Formez l’assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dall’amministrazione per il blocco delle assunzioni.
Nove mesi prima del provvedimento di sospensione, la Corsello sapeva dell’inchiesta della Procura di Palermo. Ad informala sarebbe stato Montoro, dirigente del suo dipartimento. Era stato convocato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal sostituto Luca Battinieri. Alla fine della sua audizione informò la Corsello dell’incontro con i pm al Palazzo di Giustizia. Da qui l’iniziale ipotesi di favoreggiamento, derubricato, su richiesta del legale della difesa, l’avvocato Ninni Reina, in “rivelazione di segreti concernenti un procedimento penale”.
Il gip ha accolto anche la domanda risarcitoria avanzata dalla Regione con il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato.

