PALERMO – L’inchiesta su Fabrizio Ferrandelli è stata archiviata. Sono scaduti i termini per un’eventuale opposizione della Procura. Né la Procura, in realtà, ha mai pensato di presentarla dopo che sono stati gli stessi pubblici ministeri a volere chiudere il caso. Inchiesta archiviata a meno che non sopraggiungano elementi nuovi in futuro che giustifichino una riapertura. Non sono stati trovati i riscontri necessari all’ipotesi di voto di scambio politico-mafioso nato dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia.
A raccontare che Ferrandelli aveva comprato un pacchetto di preferenze era stato il boss del Borgo Vecchio Giuseppe Tantillo. Un pentito credibile, ma la credibilità certificata in altri processi non basta. E così il giudice per l’udienza preliminare Guglielmo Nicastro ha archiviato l’inchiesta.
L’indagine dei magistrati si concentrava sulle amministrative del 2012 quando Ferrandelli sfidò Leoluca Orlando. Il reato che gli veniva contestato era il 416 ter del codice penale, previsto per chi promette soldi o altre utilità in cambio di voti.
Giuseppe Tantillo, assieme al fratello Domenico, ha guidato la famiglia mafiosa del popolare rione. Nulla si muoveva senza il loro consenso. Nel corso di un interrogatorio tirò fuori quasi senza darvi importanza la storia dei voti comprati. Aggiunse che aveva incontrato il candidato a sindaco durante la campagna elettorale e da lui avrebbe ricevuto sette mila euro per un pacchetto di voti. Soldi in contanti, ma anche le spese per organizzare un concerto in piazza del cantante Gianni Vezzosi. Era l’aprile del 2012.
Fantasie, ha sempre tuonato Ferrandelli, che scelse la strada della massima trasparenza rispondendo a tutte le domande dei pubblici ministeri. Avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, ma non lo fece. Ferrandelli, oggi consigliere comunale, difeso dagli avvocati Nino e Sal Mormino, respinse ogni accusa con carte e documenti alla mano. Negò di avere incontrato Tantillo, l’unica cosa vera erano le spese pagate per il concerto. Nessuna dietrologia: tutto fu fatto alla luce del sole, con tanto di fatture. Aggiunse pure che nei seggi del Borgo Vecchio aveva raccolti pochi voti. Insomma, l’accusa di voto di scambio non reggeva: il giudice gli ha dato ragione.
*Aggiornamento ore 10.26
“Siamo sempre stati certi della sua estraneità ai fatti e questa archiviazione restituisce un po’ di verità a questa vicenda”. Sono le parole di Nino e Sal Mormino, legali di Ferrandelli. “Abbiamo avuto massima fiducia nella magistratura – concludono – e abbiamo avuto anche la fortuna di avere come interlocutori magistrati sereni che hanno valutato l’insussistenza dell’ipotesi di reato”.

