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Fiaso: stesso reparto per pazienti oncologici e fratturati se positivi

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Un ricoverato su tre risulta essere asintomatico
LE AZIENDE SANITARIE
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2 min di lettura

Pazienti positivi al Covid ma asintomatici insieme nella stessa area di degenza sia che abbiano fratture, ustioni o tumori. Così le aziende sanitarie programmano di rispondere al fenomeno delle persone che arrivano in ospedale per curare altre patologie ma risultano contagiate. Secondo quanto rende noto la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), l’idea è quella di realizzare un nuovo modello assistenziale che preveda la presenza in uno stesso reparto di medici di differente specializzazione, dagli ortopedici chirurghi plastici, agli oncologi per le cure indifferibili.

“Le dimensioni del fenomeno, con un paziente su tre positivo senza sintomi Covid ma in cura per altre patologie, richiedono una risposta di sistema che le nostre aziende stanno già sperimentando”, spiega Giovanni Migliore, presidente Fiaso.

Tra gli ospedali che si sono riorganizzati il San Matteo di Pavia, il Policlinico di Chieti dove è stato aperto un reparto multidisciplinare chirurgico. A Napoli è stato creato un apposito Covid Hospital da 55 posti al San Giovanni Bosco per degenze di chirurgia, cardiologia, ortopedia, ostetricia ed emodinamica. Al Policlinico di Tor Vergata di Roma in un’area medica a bassa intensità vengono accolti pazienti chirurgici, ortopedici o positivi provenienti dai reparti non Covid. Nella Asl Toscana Sud-Est sono state individuate in via sperimentale, in tre strutture ospedaliere, setting specifici pluri-specialistici di degenza ordinaria a media complessità.

Fiaso, attraverso i dati del monitoraggio della rete degli ospedali sentinella ha elaborato un modello organizzativo che prevede almeno tre aree funzionali in cui organizzare l’assistenza dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2 senza malattia Covid: l’area della chirurgia multispecialistica; quella di ostetricia per il percorso nascita e prestazioni ospedaliere correlate alla gravidanza, compresa l’interruzione volontaria; l’area della patologia cardio-cerebro-vascolare.

“L’attuale fase epidemica determina ancora una forte pressione sugli ospedali e il trend dei ricoveri, in costante crescita nelle ultime settimane, è atteso permanga ancora per 3 o 4 settimane, anche in caso di una flessione dei contagi, dice Migliore – di solito, dopo l’accertamento di positività, le prestazioni non urgenti sono rinviate, mentre è necessario procedere con quelle urgenti in ambienti e percorsi dedicati”.

Per quanto riguarda la distinzione dei ricoveri per Covid e con Covid, il presidente Fiaso puntualizza: “È necessario distinguere i casi per una comunicazione più corretta e trasparente e per una migliore organizzazione ospedaliera”. “Quello che è certo è che si tratta di nuove sfide molto impegnative per le organizzazioni sanitarie, dove il personale è duramente provato da due anni di pandemia”, conclude Antonio Ferro, coordinatore Fiaso Provincia autonoma di Trento e Presidente della Siti, Società Italiana di Igiene.

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