Fotogallery. Le ombre di Giampilieri

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De Luca è nel centrodestra: questo è un fatto. Giornalisticamente parlando, non sarebbe il momento di intervistare quelli che nel centrosinistra se lo coccolarono solo fino a poche settimane fa? Parlo non solo di Crisafulli (PD) e Faraone (IV), che lo hanno fatto apertamente, ma anche di quelli che pur tenendosi aperta una porticina d'uscita, non mancarono tuttavia di partecipare speranzosi - a volte pure omaggianti - alle iniziative del frequentatore di "sedute spiritiche" e del promotore dei prodotti enogastronomici, postati a ritmo serrato quale denominazione di vari "patti" sedicentemente suggellati in giro per la penisola e le isole.

Caro Direttore, non faccio nomi, per evitare personalizzazioni ed eventuali imbarazzi. Ma bisogna fare chiarezza su quello che significa SSN e la sua applicazione soprattutto in Sicilia. Con l’istituzione del SSN la sanità pubblica è stata riunita in un unico calderone, che vedeva sostanzialmente il centro dell’assistenza negli ospedali. Dopo i primi anni di gestione direttamente politica, attraverso le USL, ci si è resi conto che non esisteva un freno alla spesa ed hanno inventato l’aziendalizzazione, pensando che la sanità pubblica potesse essere gestita come un’azienda privata. Questo ha comportato la perdita del controllo da parte del territorio e l’accentramento a livello regionale delle scelte dirigenziali, in nome di una economicità che, nei fatti, non è stata registrata. Contestualmente, vari governi, lungo questo quarto di secolo, hanno periodicamente fatto cassa, tagliando la spesa sanitaria per le proprie esigenze di bilancio. Come mi disse una volta un bocconiano, la sanità è come il Bancomat dei governi, mica puoi togliere lo stipendio ai maestri di scuola o la benzina alle auto della polizia!. Pregevoli, in questo senso sono stati il governo L. (-8 miliardi) e il governo R. (-16 miliardi in tre anni). A giustificare questi tagli è stata una promessa di deospedalizzazione, riducendo il carico dell’assistenza sugli ospedali. Il risultato è stata una riduzione nel numero dei posti letto in Italia dal 5,8/mille abitanti nel 1998 al 3,1 del 2024. Dato che il fabbisogno di personale negli ospedali viene calcolato sul numero dei posti letto è stata “inevitabile” la progressiva riduzione del numero dei medici, e soprattutto degli infermieri, dentro gli ospedali. La richiesta di ospedale però non è calata adeguatamente e il risultato è stato il sovraffollamento delle corsie e il netto peggioramento delle condizioni di lavoro, con la conseguente fuga dagli ospedali degli operatori che se lo possono permettere. La Sicilia, con un tessuto socio-sanitario più fragile, ha pagato più caramente questa tendenza, con liste d’attesa millenarie e con un significativo turismo sanitario verso altre regioni. Gli sporadici tentativi di arginare i viaggi della speranza si sono concretati in squallide colonizzazioni di enti ed istituzioni sanitarie amiche dei “potenti” di turno, che non hanno scalfito il fenomeno. Ma ciò che più di ogni altro danneggia la Sicilia è lo strapotere della clientela politica, che determina le scelte dei manager. Si sa che l’Ospedale A è gestito dal manager B in quota al politico C. Questo significa che l’aspirante primario D dovrà rivolgersi a C per avere il posto in A. E così via “per li rami”. E i manager che così operano sono a loro volta protetti, quale che sia la loro gestione complessiva. La riforma Balduzzi prevederebbe che lo sforamento di bilancio al 31 Dicembre da parte di un DG comporti l’immediata decadenza e la cancellazione dalle liste degli aspiranti manager. Eppure ho visto direttori generali sforare il bilancio per cinquanta milioni di euro, puntualmente salvati dall’assessore di turno con un ripiano di bilancio al 27 Dicembre. Miracoli del governo C. Caro Direttore, io penso che da questa inesorabile frana non si possa uscire senza dare nomi alle responsabilità e che i cittadini non scelgano di votare per fumosi programmi ma per chi abbia il coraggio di denunziare questi meccanismi e di porre mano concretamente alla loro disattivazione. Cordialmente Alberto Carrubba Past President Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri sez. Sicilia

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