Sicilia, cosa accade in Fratelli d'Italia: nomi e candidature

Fratelli d’Italia, voti e correnti: le mosse dei meloniani di Sicilia

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IL VIAGGIO DI LIVESICILIA FRA I PARTITI
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PALERMO – Confermare la palma d’oro di partito più votato in Sicilia e centrare uno dei bersagli grossi nelle prossime scadenze elettorali. Fratelli d’Italia si avvicina con grande cautela alle sfide del 2027 in Sicilia. Il partito di Giorgia Meloni punta a confermarsi forza principale del centrodestra ma intende anche capitalizzare al meglio il granaio di voti che l’Isola potrebbe riconsegnargli. Comincia dai meloniani dell’Isola il viaggio di LiveSicilia fra i partiti.

Il rapporto FdI-Schifani

L’asticella del rapporto con il governatore Renato Schifani volge al bello. Dopo un periodo di incomprensioni, tra FdI e il presidente della Regione il rapporto si è consolidato. Per Schifani è fondamentale potere contare sulla fedeltà dei meloniani, soprattutto in vista della battaglia per la manovrina che arriverà dopo la pausa estiva.

Il commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia, Luca Sbardella, ha avuto parole d’elogio per il ddl ‘Coesione e crescita’, pur ricordando che il Parlamento aggiungerà le sue proposte al testo. FdI al fianco di Schifani, quindi: “Abbiamo il dovere di andare avanti, salvo novità – ha precisato Sbardella -. C’è di mezzo un impegno che abbiamo preso con gli elettori”.

La candidatura alla presidenza della Regione nel 2027 è argomento per il momento accantonato ma in casa FdI si sta più che altro alla finestra. L’attesa è tutta per il derby interno in Forza Italia, con Schifani impegnato a difendere la sua ricandidatura. In caso di scenario mutato, FdI sarebbe pronta ad avanzare il proprio nome per il bersaglio grosso: Palazzo d’Orleans. Di certo i meloniani puntano a migliorare il 5,1% delle ultime Regionali, frutto di 282.345 voti di lista. Da segnalare, ieri, le parole del presidente del Senato. Ignazio La Russa.

L’iniziativa di Carolina Varchi a Palermo

Su Palermo, intanto, si è mossa Carolina Varchi, che ha lanciato il suo cantiere di idee per il capoluogo. La parola ‘candidatura’ non è mai venuta fuori dai discorsi ufficiali ma appare improbabile che un’uscita del genere, con conseguente malumore del sindaco uscente Roberto Lagalla, possa restare confinata al campo delle proposte.

Carolina Varchi
Carolina Varchi

I bene informati assicurano che l’operazione Varchi abbia ottime coperture romane. Non è detto, però, che la nave arrivi in porto e non è detto che il porto sia necessariamente quello di Palazzo delle Aquile. Il nome di Varchi, ad ogni modo, è in campo e la sensazione è che Fratelli d’Italia stia muovendo le prime mosse di uno scacchiere complicato che va ben al di là della sola candidatura al Comune di Palermo.

Le diverse anime di Fratelli d’Italia

I problemi interni, però, non mancano. Del resto lo ha ammesso lo stesso Sbardella in una intervista di qualche giorno fa al nostro quotidiano: “Quando un partito raggiunge percentuali importanti del 20-25 per cento è abbastanza normale che al suo interno si registrino opinioni diverse o differenze di vedute”.

La corrente Varchi-Russo

Varchi rappresenta una delle anime meloniane di Sicilia. Con lei anche il capogruppo di FdI in commissione nazionale Antimafia, Raoul Russo. Entrambi arrivano da una lunga militanza nelle file della destra giovanile. Palermo la ‘filiera’ vede anche la vice sindaca di Palermo, Brigida Alaimo, che ha raccolto da Varchi la delega al Bilancio, e la neo presidente della commissione Urbanistica Tiziana D’Alessandro.

L’area che fa riferimento ad Alessandro Aricò

A Palermo, però, le correnti interne a Fratelli d’Italia non mancano. C’è infatti il filone che porta dritto all’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Alessandro Aricò, anche lui tra i possibili nomi meloniani per la sindacatura, se non addirittura per un posto in Parlamento nazionale, soprattutto nel caso in cui fossero reintrodotte le preferenze.

Nel caso in cui Aricò dovesse spiccare il volo per Roma, il candidato numero uno della corrente per le Regionali sarebbe il neo assessore alla Cultura del Comune di Palermo Antonio Rini, che vanta un ottimo feeling con Sbardella. Della cordata fa parte anche la consigliera comunale di Palermo Germana Canzoneri.

Alessandro Aricò
Alessandro Aricò

Il filone Milazzo-Ferrara

Il terzo troncone di Fratelli d’Italia è quello capitanato dall’eurodeputato Giuseppe Milazzo, che guida il gruppo consiliare al Comune di Palermo e che guarda con interesse alla reintroduzione delle preferenze. Con lui anche l’attuale presidente della commissione Cultura dell’Ars, Fabrizio Ferrara, che punta alla rielezione al Parlamento regionale. Con Milazzo e Ferrara anche l’assessore al personale e alla polizia municipale del Comune di Palermo, Dario Falzone, e la consigliera comunale Teresa Leto.

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Giuseppe Milazzo
Giuseppe Milazzo

Scarpinato e Cannella

Nel variegato mondo dei meloniani palermitani ci sono anche l’attuale assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, che ha mantenuto il suo posto da consigliere comunale e che può contare sull’appoggio del presidente di Circoscrizione Gioacchino Vitale, e l’attuale sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, che vanta un ottimo rapporto con il presidente del Senato Ignazio La Russa e che punta a sua volta a ritornare a Roma alle prossime elezioni politiche.

L’area catanese di Fratelli d’Italia

Fin qui la partita palermitana, ma oltre l’ombra di Monte Pellegrino c’è anche la fazione catanese del partito che vanta un peso non indifferente e che ha il suo uomo simbolo nel ministro della protezione civile Nello Musumeci. Dal Catanese arriva anche l’attuale presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. I problemi giudiziari scaturiti dal caso De Capitani hanno bloccato sul nascere ogni sua possibilità di corsa per Palazzo d’Orleans ma questo non significa che Galvagno abbia rinunciato a giocare la sua partita, magari tentando di restare alla guida del Parlamento regionale.


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