Furbetti del cartellino a Misilmeri | "Così funzionava il sistema" - Live Sicilia

Furbetti del cartellino a Misilmeri | “Così funzionava il sistema”

Una delle dipendenti timbra il badge di un collega

Il sindaco Stadarelli: "Rammaricati, Il Comune adotterà tutti i provvedimenti necessari".

L'INCHIESTA IN PROVINCIA DI PALERMO
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MISILMERI (PALERMO) – Sono due donne e un uomo i tre dipendenti del Comune di Misilmeri sospesi per un anno dalle funzioni di servizio pubblico. Si tratta Filippa Di Pisa 63 anni, Rosalia Romano 55 anni e Enrico Venturini, 58 anni. Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Termini Imerese, si sono concentrate anche su altri sette impiegati coinvolti da tempo “in un collaudato sistema di scambi reciproci dei badge personali”, come lo definisce l’ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari, Stefania Gallì.

Un meccanismo che avrebbe permesso agli indagati di registrare sia in ingresso che in uscita non solo il proprio cartellino, ma anche quello dei colleghi, in modo da farli risultare presenti ad inizio e a fine lavoro. A svelare i movimenti di oltre la metà degli impiegati “in fuga” dagli uffici per effettuare commissioni personali o fare la spesa, le telecamere collocate dai carabinieri nei locali dell’ufficio Anagrafe, ma anche i numerosi appostamenti e i pedinamenti.

Gli investigatori hanno accertato così le varie “tappe” dei dipendenti comunali che lasciavano il luogo di lavoro senza segnalare la momentanea assenza o, addirittura, il mancato ritorno in ufficio. Nel giro di due mesi, i tre impiegati oggi sospesi sono rientrati più volte con sacchetti della spesa e usciti dall’ufficio per recarsi al vicino mercatino rionale o al supermercato. In un’occasione, le telecamere dei carabinieri hanno immortalato una delle dipendenti avvicinarsi per diversi minuti al venditore ambulante di frutta e verdura.

Con il suo mezzo carico di merce, l’ambulante aveva parcheggiato vicino all’ingresso dell’ufficio, lei è uscita senza segnalarlo tramite badge, per rientrare tranquillamente poco dopo. “Nessun dubbio sulla natura esclusivamente personale degli allontanamenti – scrive il gip -. Che le assenze fossero dettate da esigenze personali e del tutto ingiustificate emerge chiaramente da ciò che hanno immortalato le telecamere dei sistemi di videosorveglianza”. E, in effetti, l’occhio elettronico ha registrato decine di volte lo scambio dei badge tra gli impiegati e le successive registrazioni effettuate da chi si trovava in ufficio e timbrava per gli altri.

“I fatti che vedono protagonisti i dipendenti comunali di Misilmeri ci rammaricano tanto. Riponiamo nella Magistratura – afferma il sindaco di Misilmeri, Rosalia Stadarelli, in merito agli avvisi di garanzia inviati a dieci dipendenti comunali indagati – e nelle autorità militari la massima fiducia affinché si continui a fare luce sui fatti accertati ed oggetto dell’indagine. Il Comune di Misilmeri adotterà tutti i provvedimenti necessari per tutelare l’immagine del nostro Comune con tutte le azioni necessarie nelle sedi opportune”.

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Commenti

    Licenziamento immediato nient’altro.

    “Il Comune di Misilmeri adotterà tutti i provvedimenti necessari per tutelare l’immagine del nostro Comune con tutte le azioni necessarie nelle sedi opportune”.

    Il comune avrebbe dovuto adottare dei provvedimenti tali da prevenire tali assenze dal lavoro.

    Ci sono responsabilità’ dirette da parte di chi è deputato al controllo delle presenze del personale e del dirigente del servizio. E’ mai possibile che questi casi di malcostume devono essere scoperti dalle forze dell’ordine. Il Sindaco che rappresenta il datore di lavoro potrebbe avviare delle verifiche a sorpresa sulle presenze del personale in servizio, perché non è stato fatto. A fine indagini e ritenuti colpevoli spero ci sia il licenziamento.

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