Galvagno: "L'indagine e il rimpasto: ecco la strada verso il 2027"

Galvagno: “L’indagine, i nodi e il rimpasto: ecco la strada verso il 2027”

Gaetano Galvagno
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    A leggere Galvagno, soprattutto a rileggere quel messaggio inviato a notte fonda, non si riesce a cogliere la posizione di terzietà che il nostro ordinamento riconosce alla figura di Presidente di Assemblea parlamentare. Ma per lui pare sia l’ultimo dei problemi, anzi un non-problema.

    Galvagno, ma chi è costui? Qual’ è stato il suo cammino culturale, professionale? Cosa può mettere un siciliano qualsiasi nelle condizioni di pensare che costui sia nel posto giusto? E’ perciò ascoltarlo, crederlo è importante. Ci sarà un come, dove, quando e perchè. E’ lecito saperlo. Queste riflessioni, attenzione, valgono per tutti, di qualsiasi sponda. Molti giovani, coetanei di questa persona si trovano fuori dalla loro terra pur avendo sudato la loro formazione culturale e professionale; , solo pe questo è sacrosanto chiedere. Poi, ci sarebbero altre cose da dire ma quanto detto è una premessa fondamentale.

    Nel suo ragionamento Galvagno non ha parlato della ricotta salata e quello, insieme al traffico – com’è noto – è il problema che affligge i siciliani e quindi anche il Presidente dell’Ars, il quale vive le ansie di ogni cittadino comune. Infatti, non è semplice, con gli ingorghi, le file e lo stress conseguente, riuscire a trasportare la ricotta salata dal produttore di fiducia fino a casa propria senza corsie preferenziali e lampeggiante come fanno certi personaggi che ovviamente Galvagno detesta. Si sa, con gli sbalzi di temperatura la ricotta salata “suda” e c’è il rischio che si incolli alla grattugia, ma con tutto ciò Galvagno corre il rischio come fa ognuno di noi e ciò lo rende molto più simpatico e apprezzato rispetto al gradimento medio dei politici siciliani.

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La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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